La storia della casata dai suoi albori ad oggi

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La storia della casata dai suoi albori ad oggi

Messaggio  Tacuma il Sab Ott 04, 2014 9:25 pm

La storia della casata dai suoi albori - prologo

STORIA DELLA FAMIGLIA BORGIA GIUSTINIANI
(Prologo)
La famiglia e' un collegamento con il nostro passato e un ponte verso il nostro futuro

O dura schiatta dei Giustiniani, nova sovranità della Maona libera,
dinastia di popolani magnifici, di re senza corona, che profuman di mastice la bianca scìa o la segnan d'una rossa zona,
quando nell'isola Andriolo Banca orna templi,
deduce carmi, venera Omero, èduca lauri, schiavi affranca!
Navi d'Italia, ecco l'Egeo. Chi viene da Lesbo? chi da Coo? Navi d'Italia, l'Ombre cantano come le sirene

Ricostruire, tassello per tassello, il grande mosaico genealogico di una famiglia, è come fare un affascinante viaggio. Svolgere una ricerca genealogica non vuol dire andare alla ricerca di ascendenti illustri, ma ricostruire le origini del proprio ceppo familiare risalendo all'indietro nelle generazioni e nei secoli a seconda delle fonti disponibili.
 “Chi non ha memoria non ha futuro”. Il tramandarsi queste conoscenze, ci rende in qualche modo immortali e fa vivere nella memoria dei vivi, coloro che sarebbero presto dimenticati. Ricordiamo che tutto quello che siamo lo dobbiamo spesso a coloro che ci hanno preceduto.

Antiche tradizioni, non suffragate da prova storica, farebbero risalire i Giustiniani alla gens Anicia romana, una delle famiglie della Repubblica e dell'Impero Romano.
E' solo una leggenda, ancorché accolta da tutti i cronisti e storiografi che si occuparono di questa famiglia, quella che vede i due casati Giustiniani di Genova e di Venezia discendere dai figli di Giustino II, nipoti di Giustiniano imperatore Romano d’oriente, Marco e Angelo vissuti verso il 720 d.C.
Curioso anche il fatto che, allora come oggi, i Giustiniani di Genova e di Venezia si sentissero in un certo modo consanguinei, nonostante le due Serenissime Repubbliche nel corso della storia fossero più nemiche che amiche.
Molte comunque sono le presenze della famiglia Giustiniani individuate in diverse località dell’area mediterranea fin dall’anno mille.

In effetti i Giustiniani di Genova più che da antiche discendenze, “nascono” a Genova il 27 febbraio 1347, come “nome” di una società: la “Maona”, la prima società per azioni documentata nella storia, sorta per lo sfruttamento per conto della Repubblica Genovese dell’Isola di Chios nell'Egeo nord orientale, patria di Omero e ricca di un albero, il lentisco, che solo qui, produce una sostanza resinosa: il mastice, fonte all'epoca d'enorme ricchezza.
Ben presto i “Maonesi”, appartenenti a famiglie già in vista nella Genova di allora, assunsero tutti il nome di Giustiniani perdendo il proprio.

La pratica dell’endogamia, cioè l’uso di contrarre matrimoni all’interno dell’albergo, contribuisce a formare, di generazione in generazione, inoltre, un’unica famiglia dove tutti sono consanguinei e tutti si sentono parenti.
Erano qualificati come mercanti, I Giustiniani si imparentavano abitualmente con stirpi signorili liguri e italiane e vi appartenevano giureconsulti, medici, cavalieri, alti prelati e uomini di cultura.
Dalle testimonianze emerge un vero attaccamento di tutti i Giustiniani a Genova sia per quelli che vi risiedono sia per quelli che hanno fatto fortuna altrove e il senso di appartenenza al clan è sempre fortissimo e ciò è dimostrato dalla perdurante prassi delle nozze endogamiche

Nel panorama politico genovese il casato Giustiniani si mantiene quasi sempre neutrale e difficilmente prende parte evidente ai frequenti scontri tra le diverse fazioni nel corso dei tempi .
Lentamente  la famiglia si divise in  tre rami.
A Genova rimasero i fratelli Maria Letizia, Pomodorina e Humar. Clodo  emigro' verso altre terre con la famiglia, e Carlo di stabili' a Firenze con  Aserte.
Ma non tutto fu sempre semplice, anzi le vite  dei Giustiniani furono spesso contorte e piene di scogli.
La lontananza li divideva eppure lo scopo di ognuno di loro era  la riunione...
i Giustiniani sono oggi conosciuti per una famiglia unita, scapestrata ed anomala nei suoi rapporti interparentali.

E mentre i due rami , Genovese e veneziano,  iniziano a convivere.... nell'anno del signore 1457
giunge voce di un nuovo ramo  dalla lontana repubblica di Firenze, dove al momento un 'unica superstite  riesce a mettersi in contatto con Aserte Giustiniani ed  infine con i Giustiniani della repubblica di  Genova..........

Potrebbe quindi aprirsi un nuovo capitolo della nostra storia.

[b]Vincenzo de' Giustiniani, forse uno degli avi del Casato  ad oggi  piu' antico


Ultima modifica di Tacuma il Gio Ott 09, 2014 2:51 pm, modificato 3 volte

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La storia della casata dai suoi albori - parte I

Messaggio  Tacuma il Sab Ott 04, 2014 9:57 pm

La storia della casata dai suoi albori - parte I

STORIA DELLA FAMIGLIA BORGIA GIUSTINIANI
(Parte prima)


Verso il 1456 o giu' di li, il casato comincia a ricomporsi stabilmente nei pressi della citta di Spezia.
Parrerallo de' Giustiniani incontra casualmente in taverna il fratello minore, fino ad allora dimenticato nei ricordi   di bimbo, ed inizia la capillare, se pur tra molte difficolta', ricerca degli altri fratelli...ed e' cosi' che si riesce a ricomporre il ramo genovese formato da Parrelallo,  Colamonforte,  Robyf , Tacuma  e Mareaestiva citati in ordine di eta'.

Maria Letizia Giustiniani
La donna che ha generato  i Giustiniani  genovesi dei tempi moderni


Le travagliate vite Giustiniani iniziano a donare novita'...spesso atroci...

Il buon Parrelallo lavorava alacremente ai documenti e alle scartoffie, cercando tracce di ogni Giustiniani.......finche' con enorme suo compiacimento..... arriva sulle tracce della madre , di  colei che dono' vita e linfa alla famiglia:
Maria Letizia Giustiniani

La giovanissima Maria Letizia Giustiniani aveva generato Parrelallo, mandata in sposa a soli 14 anni, per motivi di interessi tra   due famiglie borghesi,  ad un metrcante che l'abbandono'  dopo pochi mesi e del quale lei cancello' ogni traccia nel suo cuore e nella sua mente...e fin'anche il nome.
Il matrimonio fu infatti sciolto per abbandono del tetto coniugale da parte del marito.
Ebbe poi altri due  figli,  ColaMonforte e Robyf , ai quali regalo' il suo nome.
Ma non seppe la famiglia quali padre li generasse.
Infatti  i suoi figli come amava ripetere nei rari momenti di lucidita'
" Sono miei, il mio ventre li ha nutriti, il mio ventre li ha scaldati nelle notti gelide del Golfo di San Terernzo".

Sposo' in seconde nozze Lordshawn Borgia , il padre di Tacuma, ma la vita colma di dolore della giovane annebbio' ed obnubilo' la sua ancor giovine e malata mente e,  consegnando il neonato ad una vecchia balia, si ritiro' presso un antico monastero sui monti del nord.

Le sue tracce si persero per anni ed il marito, addolorato e disperato ottenne l'annullamento del sacro vincolo matrimoniale.

La donna , torno' a vivere definitivamente a San Terenzo dopo molti mesi,  e la' continua a vivere e a consumare la sua trista esistenza, fino alla morte che la colse ancor giovane.
In questo periodo nasce Mareaestiva, la piccina della famiglia.
Ricordiamo che a crescere i piccoli Parrelallo,  Colamonforte solo fino all'eta di  cinque anni  e Mareaestiva fu l'adorata sorella di Maria Letizia, detta Pomodorina84 e accanto a lei, il fratello maggiore Humar.

Questo quanto  si era giunti a recuperare nei ricordi e nei discorsi captati qua e la' nelle taverne,
perche' la vita vera, quella vissata dalla famiglia si sgretolo' nel giro di pochi anni e nella vecchia magione tra le palme pochi bimbi correvano, poche voci si sentivano, se non il dolore di una donna sola  e senza ricordi.
Morira'  nel 1439 lasciando  quasi nessuna traccia dietro di se' se non qualche triste lettera
Occorrera' aspettare il lavoro di Parrelallo perche' la casa riprendesse vita e cuore.

Pomodorina84 e Humar
coloro che hanno allevato i Giustiniani


E furono appunto, i fratelli di Maria Letizia a portare avanti la casa con amore e dedizione.
Negli anni bui della malattia di Maria Letizia, e dopo la sua morte, e anocor oggi Pomodorina , entrambi  accudirono i nipoti, tentando di crescerli laddove fosse possibile, e seguendo la casa.
Humar, frivolo , scapestrato e  poco affidabile amo' tuttavia con grande cuore i suoi piccoli Giustiniani.
Forse fino alla morte che lo colse, impreparato lontano dalla sua citta'.
pomodorina , ancora oggi e'  figura di raccordo per ogni Giustiniani, e' la storia della palmaria, e' la memoria di  ognuno di noi.

Parrelallo
il tessitore della famiglia Giustiniani


Siamo  forse agli albori del 1400 quando nasce nella  antica casa  Giustiniani, immersa nel verde di palme secolari e adagiata sulle rive del Golfo di San Terenzo.
L' antica magione dove e' vissuta  da sempre la schiatta Giustiniani.
La palmaria cosi' chiamata per quel fogliame verde e intenso che la contraddistingue.
 La data della sua nascita non  e' cosi' certa a causa delle vicende che  ne scaturirono e che ne furono purtroppo le cause stesse.
Fu, come spesso accadeva in quegli anni, allevato da uno  zio , lo  zio Humar che egli aveva sempre creduto suo padre.
E poi..."...poi tramite medaglioni e cicatrici varie riunii i miei fratelli e decidemmo di proseguire insieme sotto lo stesso cognome quello vero, quello della mitica famiglia Giustiniani..."
 
Parrelallo sposa Moree  Barbarigo e dalla loro unione nasce Manuel , tragicamente scomparso in tenera eta'. Nel mese di Novembre del 1437  presentano il figliolo Don Piui avuto durante un lungo viaggio verso Piacenza, in una notte fredda nel nodo....ma solo un mese dopo, nel Dicembre Don Piui De' Giustiniani muore improvvisamente durante un soggiorno presso la citta' di Chiavari.
Nel mese di Gennaio dell'anno 1445 Parrelallo e Moreee ritrovano il loro terzo figlio, la splendita Tatyana che torna ufficialmente nella famiglia Giustiniani, ma saranno pochi gli anni in cui la famiglia godra' della sua presenza.
Anche lei morira' molto giovane
Nasce poi Giggiux, che pero' muore prematuramente
E infine  scopriamo che Parrerallo in uno dei suoi viaggi verso Firenze incontro' una dama del luogo e dalla relazione con costei nacque Dolcedami...ed ironia della sorte.....poco dopo  si scopre che Dami ha un fratello: Verbal...come ha potuto Moreee sopportare tutto cio'?
Parrelallo sara' allontanato dai Giustiniani dopo uno scandalo con una nobile genovese e qualche mese dopo lo ritroviamo con la famiglia Antinori.
Forse con quel mercante che sposo', in prime nozze,  la fanciulla Maria letizia?
Ma , poiche' la famiglia si nutre di un legame che  va oltre le parole, oggi  Parrelallo ancora gira  tra le stanze della palmaria...

ColaMonforte
il secondogenito indomito e ribelle


Il 30 agosto di un anno indefinito nasce Colamonforte tra le  ormai tetre mura della palmaria.
Per il piccolo ColaMonforte non cambia il destino della tragedia.
Per lui i cancelli della casa si apriranno  , testimoni silenziosi  di un abbandono, quando egli aveva appena 5 anni
Ancora una volta Maria Letizia aveva procreato e la servitu' connivente , in quella casa di dolori,  allontano' un figlio.

Crebbe lontano allevato dai conti Monforte signori di Campobasso, e giovanissimo , almeno cosi' racconta lui,  dopo la lotta con gli Aragonesi fu mandato in esilio in Francia.
Ma si fermo', durante il viaggio , nella citta' di Spezia per  riorganizzare le idee .
In un settembre di qualche anno dopo  parte per un viaggio di piacere alla volta di Piacenza.Il gruppo a cui appartiene si rivela un gruppo di veri amici.
Passavano  i giorni ma un pensiero gli attanagliava la mente,ritrovare parte della sua famiglia ormai dispersa a causa dell'esilio.
Ma , come sempre , il destino cambia le nostre  decisioni.
Il 17 Ottobre 1443 una giornata stana questa,scopre di essere fratello di Parrelallo e Tacuma, da parte di madre, e la cosa che lo riempie di gioia e' scoprire che i suoi amici di viaggio nonchè le prime persone conosciute a Spezia, alla fine non erano altro che i suoi fratelli tanto cercati.
La scoperta e' dovuta forse ai ricordi di Parrelallo.

Come Tenente e responsabile al reclutamento degli eroici Crociati di Spezia, conosce Tembleve Borgia…..la sua bellezza d’animo lo colpi profondamente e anche se inizialmente non ricambiato l’amo' in silenzio. Quando lei abbandonò la città, per le nuove colonie veneziane, continuo' ad amarla in modo silente………ma una sera durante una festa al castello della famiglia Borgia , i loro sguardi si incontrarono e lei capi cosa li univa..fu una notte di folle passione ed il frutto di quella sera fu la piccola ed adorabile Coniglietto.

Facendosi leggere la mano, una sera fredda ed umida, da una donnaccia del porto, scopre di avere avuto un altro figlio!
La cosa lo lascia perplesso, ma essendo un uomo con un nobile cuore decide di cercarlo per poi  prendere sotto la sua egida il ragazzo.
Seguendo le indicazioni della vecchia maga parte per Parma....e  il destino stavolta benevolo, lo aiuta.
Riconosce nel giovine Parmigiano Jimmy, il figlio avuto da una taverniera in quel di Parma nell'anno 1444. Cosi' Jimmy de' Giustiniani entra in famiglia.
Ah!!! Il lavoro di genitore. quanti problemi e quante delusioni.
Il novello figliolo  si rivela uno scavezzacollo impunito di prima categoria, tanto da mettere in cattiva luce anche la sua onorata reputazione. Con dolore  il giovane si allontanera' dalla famiglie e purtroppo morira' qualche tempo dopo
Aveva avuto anche un altro figlio, negli della gioventu', Mari88, morto per cause sconosciute.

Era pronto, ormai adulto e consapevole di quale e dove fosse la giustizia  nella vita come negli affetti e aveva deciso di sposare quella  donna che , raccontava parlando di lui, dei Giustiniani, della palamaria...

"È bellissima La palmaria. Attorniata dall'acqua. Difende Spezia quando il mare è arrabbiato, quando i venti soffiano imponenti. Su quel cumulo di terra sorge la residenza Gustiniani.
Luogo di passioni. Il paesaggio le mostra tutte. Terra brulla in alcuni punti, salite tra i salici e le palme e poi l'acqua. Il golfo, calmo da un lato. E il mare, con il suo profumo di libertà.
Il vociare continuo che regna nelle sale del palazzo è in piena contraddizione con ciò che c'è fuori. Quiete e natura. La dolcezza e la forza.
Mai luogo fu più adatto ad ospitare una famiglia come i Giustiniani.
In punta a quella specie di isolotto c'è un faro. È la luce che indica l'ingresso nel piccolo  e sicuro porto di San Terenzo. Quante ne ha viste quel faro... dai giochi di bimbi, alle avventure degli amanti, alle lacrime sofferte di dame e cavalieri.
Poi la collinetta declina verso la spiaggia e la vegetazione diventa "secca": sembra d'essere in oriente, quasi.
Conoscevo La palmaria già prima d'essere fidanzata di Cola Monforte. Da piccola era meta di gite. Mai però mi potei avvicinare alle mura del castello. La mia famiglia, i Borgia, me lo impedivano. Al tempo non correva buon sangue tra i nostri casati. Stupidaggini umane che limitano la conoscenza e alimentano l'ignoranza.
Una volta, da ragazzina - avrò avuto 15 anni -, mentre i parenti vari non guardavano, scappai dalla spiaggia e corsi su al faro. Il profumo di quel luogo mi rapiva. Camminavo tra gli alberi. Giunta in punta la meraviglia si svelò ai miei occhi: mare,golfo, alberi, cielo, e il vento che quasi mi prendeva in braccio.
Sentii una voce lontana e mi girai.
Dall'alto si vedeva l'ampio cortile della residenza Giustiniani. «Cola, Cola!» diceva la voce, che proveniva da una stanza. Ai miei occhi si presentò un'altra meraviglia: un giovane biondo, di bellissimo aspetto. Mostrava pochi anni più di me. Di corsa attraversò il cortile, con un gran sorriso.
In quel momento mi innamorai per la prima volta.
E La Palmaria mi restò nel cuore."

Quello era il Cola felice gia' tornato tra i suoi cari.
Decidono di sposarsi, ma purtroppo un male oscuro stronca la giovane Tembleve riportando il dolore alla palmaria.
E poi la scoperta lieta nella persona  di  Bertoldino-da-riccia....

E poi l'incontro con la giovane Jane.alexandra... amata figliola, troppo presto deceduta.
Ma Cola ritrova la gioia sdella paternita con  Victorja_
, cresciuta  in casa Giustiniani anche se solo allevata, ma amata come figlia anche se non lo era....

Robyf
 Un ritrovamento insperato e miracoloso


Il tempo di svezzare Cola e nacque Robyf.
La vita di Maria Letizia alla palmaria era piatta e oscura. La donna riusciva a fuggire da quella prigione dolorosa e spesso si vedeva girovagare per i vicoli di Spezia, figura curva e silenziosa avvolta nel manto rosso cupo. La' consumava incontri veloci con uomini spesso sconosciuti e forse fu quello che indusse spesse volte Parrelallo a raccontare storie fantastiche...Nacqui un giorno in un vecchio bordello frequentato da molte persone tra cui mio padre Humar che nemmeno sapeva della mia nascita e mia madre che ringrazio ancora mi accudi tenendomi nascosto in uno sgabuzzino di questo bordello.
Robyf, di cui veniamo a conoscenza tramite una lettera, scolorita dal tempo, ritrovata nella soffitta della torre nord della palmaria.
Alla sua nascita, come ormai troppo spesso accadeva, la vecchia nutrice lo avvolse in un telo e lo porto' lontano da quella madre che non poteva allevarlo, malata come era nell'anima e soprattutto nella mente.
Il parto era stato lungo e doloroso,e il piccolo fu subito portato via.

La vecchia nutrice dopo un giorno di viaggio affido' il piccolo nelle braccia di  due sconosciuti con i quali aveva precedentemente preso accordi.
I due pero' la notte seguente lasciarono il piccolo fagotto sul sagrato della  chiesa di Massa.
Il piccolo sara' allevato  fortunatamente da una donna pia nell'anima e nel cuore.
Si trasferisce appena puo'... Spezia è Città di frontiera, meta di passaggio di chi è in viaggio.....e la' si ferma, quasi che un richiamo silenzioso lo attirasse verso la citta' lacustre.
Conosce gente proveniente da altre città
e comincia la sua nuova vita.
Trova degli amici Elisabeth, Esmengarda, Cinus ma soprattutto una persona che per lui è come un fratello... Pirathouse
Non si seppe chi fosse il padre per tanto, troppo tempo.
Robyf ha sempre parlato poco di se', a volte poche parole, un ricordo, ce lo facevano immaginare presso una nobile famiglia italica, altre raccontava di un padre vissuto a Spezia ed appartenente ad una nota famiglia della citta'.

Una sera, in taverna, Robyf si trovò con l’ amica Esmengarda, ordinarono una birra ed iniziarono a parlare.
Esmengarda guardò Robyf negli occhi e gli disse:
“Roby….. è da un po’ che ti tengo sotto osservazione, non ne ero certa, ma ora ne sono convinta….
Sei il fratello che ho cercato per anni……sei un Borgia”

Robyf rimase a bocca aperta, non riusciva a comprendere.
Attimi di silenzio, sguardi tra i due, poi Robyf, con voce tremante disse:
“Com’è possibile? Io un Borgia? Io sono solo un povero orfano, contadino di Massa…. Ti prego, spiegami”
Esmengarda fece un sorriso e cominciò a raccontare:
“Devi sapere, caro Roby, che il tuo nome, è in realtà Roberto Federico Borgia.
Sei stato ahimè abbandonato alla nascita, nella Chiesa di Massa.
Sei il terzo figlio di nostro padre.
I nostri genitori ti concepirono per un errore, dopo un serata di bagordi ad una festa.
Nostra madre, non accettò mai l’idea di avere un figlio concepito in questo modo disonorevole, così, in accordo con
Nostro padre, decisero che quando saresti nato ti avrebbero abbandonato.

Nostra madre, partorì in clandestinità e ti affidò alle amorevoli cure della Chiesa.
Quando rientrò a Spezia, visibilmente provata dal travaglio e dal parto, io e Cinus ci preoccupammo e le domandammo
cosa fosse successo. Lei rispose che purtroppo il loro fratellino non sarebbe mai arrivato,
che Aristotele lo aveva voluto con se'.


La donna raccontava una storia alla quale lei stessa credeva e alla quale il giovane credette a lungo.
Robyf era commosso, non riusciva a parlare, l’unica cosa che fece fu abbracciare la sorella in silenzio.
Finalmente aveva una famiglia, la famiglia che sempre aveva desiderato fin dall’infanzia, finalmente aveva ritrovato le sue radici.
Ma le cose non erano proprio andate cosi'.

Quel bimbo abbandonato nella chiesetta di Massa non era nato da una coppia unita dal sacro vincolo del matrimonio, ma dall'incontro del vecchio Montemayor con una sconosciuta in una notte spezzina.....e si era poi creata una storia per coprire quel tragico incontro.
Il padre, per evitare scandali, rintraccio' la famiglia della donna con la quale aveva avuto quel fugace incontro e si accordo' con la servitu' per avere quel figlio....il resto lo sappiamo.
Il piccolino aveva al collo una medaglietta con l'effige di un'aquila che la nutrice gli strappo' dal collo prima di depositarlo tra le braccia della coppia
Quella medaglieta fu avvolta dalla donna in una pergamena e vergata dalla sua scrittura tremolante ed incerta



Robyf de' Giustiniani figlio di Maria Letizia e di un signorotto locale, presumibilmente un Montemayor




I fratelli di Robyf vissero alla palmaria non lontani da lui e, se e' vero che l'amore familiare si avverte, Colamonforte fu sempre vicino a quel fratello sconosciuto nato in una notte di tregenda dallo stesso ventre che aveva generato lui.

Tacuma
Il quartogenito e la sua vita verso  il Signore


Era nato nel 1425 da una madre per lui sconosciuta.
Giunse a Spezia ormai adolescente in un brumoso mattino di giugno. Era giovane Tacuma e si donava con amore a quella vita che gli aveva tolto tanto:
una moglie e una figliola morte. Durante un viaggio con la sua famigliola vennero aggrediti e derubati dei loro averi, da un gruppo di briganti ,  la piccola venne strappata dalle mani di suo padre per essere venduta e la moglie fu tragicamente uccisa.
Viveva ormai solo da anni Tacuma, la sua vita scorreva tranquillamente tra i campi e le scorribande serali nelle taverne.

Il destino allora inizio' ad intrecciare i fili di un ordito diverso da ogni aspettativa...
e in una notte di baldoria e risate in taverna, con gli amici di sempre, Parrelallo pronuncio' un nome: "Giustiniani"
La sua testa inizio' a martellare e come in una danza vorticosa immagini dal passato emersero sfocate.
Senza salutare gli amici corse a casa, rovisto' tra gli stracci che indossava al suo arrivo a Spezia. Ansimava, le mani tremavano, gli occhi guizzavano come saette tra i pochi ed umili oggetti di una vita....
Finche' il metallo freddo del medaglione si materializzo' sotto le sue dita.
Eccolo...lo scruto' accanto alla debole luce del camino...l'aquila dalle larghe ali...il castello dalle torri merlate.....l'incisione ormai scolorita dal tempo....Giustiniani.....il medaglione datogli dalla vecchia nutrice morente, il medaglione che una madre sconosciuta consegno' alla donna che lo avrebbe allevato con amore fino alla morte.....Incredulo continuava a toccarlo, a far scorrere il pollice sulla superficie......poi lentamente inizio' a sorridere e dal sorriso sgorgo' una risata forte e piena di vita:
aveva trovato la sua famiglia.
E il tempo prese una dimensione diversa, rallento', fu meno convulso e Tacuma imparo' ad amare quello strambo fratello  sempre un tono piu' su di ogni altra persona, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.
E la sua vita si allontano' molto dalla retta via, con quel compagno di bagordi e di  pazzie che era Parrelallo.

E al fine riusci' ad inserire quel tassello mancante tra il suo essere uomo terreno, fiero ed indomito, a tratti indisponente ma sempre leale, e il suo essere e sentirsi anima. Quell'anima che nel lungo e travagliato viaggio della vita raramente si imponeva, ma che per sua fortuna lo sorvegliava e lo moderava.
E una sera di febbraio ecco che la sua anima riusci' a mostrargli se stesso nel vero e pieno significato del suo essere.
"Basta indugi" e capi' subito di aver trovato il quid mancante tra i vari pezzetti che con fatica ed amore aveva unito pian piano. La sua strada era stata segnata, l'incontro non casuale con don Cesarino Segalello era stato la luce che tale strada aveva illuminato.

E una mattina Lavorava  nella torre est della palmaria, sistemava documenti, scartoffie che il tempo aveva ricoperto di polvere,
Ogni tanto  guardava fuori...la palmaria era come sempre stupenda,  il golfo , coi suoi odori salmastri,  penetrava fin nella stanza.
Dall'altro lato il faro e il rumore lento, monotono della risacca...la primavera inoltrata illuminava la  casa tutta.

Poi una lettera, ma non era parte del suo povero bagaglio allorche' giunse a Spezia.
Una pergamena ingiallita, chiusa da ceralacca rossa con l'aquila dalle ali aperte e il castello merlato...lo stamma dei Giustiniani.
La infilo' sotto la tonaca guardandosi intorno.
In quella  pazza casa mille occhi erano sempre dappertutto.
Si alzo' e,  sollevando  la tonaca con le mani,  scesce di corsa le vecchie scale.
Raggiunse  il giardino e  si diresse verso il suo salice sul golfo.
Era curioso di natura Tacuma , ma quel giorno qualcosa gli sussurrava di fare in fretta.
Sedette.
Poi con delicatezza spezzo' il sigillo di ceralacca e srotolo' la pergamena.
Il rumore  della carta, mentre l'apriva,  sembrava una musica antica....[/b]




La palmaria, Spezia
13 Luglio   1425


Mio adorato figlio,
mio piccolo Tacuma, so che oggi sto facendoti un grave torto, so che ti daro'  tanto dolore nei giorni a venire.

Ma se starai leggendo queste mie righe vorra' dire che avrai completato del tutto il tuo cammino verso "casa".
Vorra' dire, che vivrai accanto ai tuoi fratelli, nella casa dei nonni dei tuoi nonni forse, nella avita casa dei miei amati.
Vorra' dire  che saprai di me, Maria Letizia Giustiniani.

Ma la serenita' che ti tolsi  so che devo renderla tutta, e quest'oggi saprai anche che avevi un padre degno  di tal nome, un padre che io abbandonai non con la coscienza e la consapevolezza di una donna,  di un essere umano pensante, ma solo di una persona  malata, nella mente e nell'animo,  e fuggiasca.
Io  mi rinchiusi in un monastero , lontano dal mondo e dalla vita, abbandonando te,  tuo padre  e lasciando alle mie spalle dolore  e solitudine.
Quel padre che, dopo  tanta sofferenza  fu costretto a  chiedere l'annullamento di un legame che tanto dolore gli aveva arrecato.
Ti chiedo oggi, figlio adorato, di cercarlo.
Egli e' Lordshawn Borgia

Con amore  immutato



Arrotolo' la pergana velocemente e corse  nella sua stanza.
Si precipito' allo scrittoio e comincio' a scrivere con mano tramante una lettera che avrebbe forse  stravolto ancora una volta la sua vita.
Scriveva Tacuma a colui che aveva imparato ad amare da  tempo immemorabile, lo amava come amico, come guida, come sacerdote ed ora lo avrebbe amato come fratello: Quarion.
E scrisse

La Palmaria, Spezia
2 giugno 1459


Mi scuso Eminenza se vi disturbo ma  devo parlarvi di cosa importante ed urgente.
Ho trovato una lettera, la lettera  di  una madre ad un figlio  nato e lasciato.
La lettera di una vita.
Son troppo emozionato per spiegarvi, ma ve la allego  e voi trarrete le dovute conseguenze.
E quando vi conobbi pensai di aver trovato lo specchio che rifletteva la  mia dualita', tra il terreno  e lo spirito.....
Tacuma


Vi pose il suo sigillo rosso con forza , nessuno doveva  leggere o sapere prima di lui
Corse giu' di nuovo
Isidorooooo!!! chiamo' a gran voce il vecchio servitore
Vi prego  fate recapitare urgentemente questi plichi a SE il cardinale Raniero Borgia a palazzo arcivescovile dell'Aquila

Torno' verso il salice e si guardo'  nelle acque immobili del golfo....il suo cammino forse era veramente concluso.
La sorpresa piu' bella per Tacuma fu ritrovarsi fratello di Selty, quella dama che avava imparato a stimare in terra fiorentina, con la quale aveva scoperto una certa affinita'...soprattutto il buon Tacuma  s'era innamorato delle sue cantine.

Tacuma in seguito portera' nella famiglia la piccola Kikkaser ritrovata dopo lunghe peripezie.
A Spezia egli aveva anche allevato due piccoli fratelli Floc e Ben, figlioli della compianta Coniglietto.

Mareaestiva
l'ultima   nata da Maria Letizia


In una calda e tranquilla mattina  nella splendida San Terenzo nasce  Mareaestiva.
Unica figlia femmina ultima di quattro figli maschi, fu molto coccolata da suo padre adottivo  Humar De’ Giustiniani, poiché i suoi lineamenti e tratti somatici ricordavano molto quelli di sua madre, che dopo averla data alla luce, si dileguò e di lei non si seppe mai più nulla…
Anche Marea, come  la chiamarono in seguito i suoi fratelli, pensava come Parrelallo di esser figlia di Humar presenza maschile fissa  nella casa.

Crebbe in fretta Marea, insieme al suo spiccato senso di giustizia che di li a poco tempo l’avrebbero portata ad entrare nell’esercito, per la salvaguardia della sua amata città e di tutta la popolazione che ne faceva parte.
A Spezia, tutti la conoscevano come la dama gentile, sempre pronta a dare una mano ed aiutare i più piccini nella crescita, che di fatti, la portò a diventare tutor.
La sua bellezza e la sua nobiltà d’animo creavano molto interesse tra il popolo, ma nonostante fosse così amata, nel suo cuore albergava sempre un velo di malinconia…Dove sarà la sua mamma?...
Erano gli anni in cui  Maria Letizia  chiusa in un cottolengo lottava contro le miserie della sua vita.
Si fece forza, buttandosi a capofitto nel suo lavoro e dedicandosi completamente alla sua famiglia, perdendo di vista alle volte il fatto che doveva pensare anche un po a se stessa…
Ben presto, arrivò la guerra, ed ella dovette partire verso il fronte, duri erano gli scontri, e pochi furono quei momenti di tranquillità che solitamente di notte avvenivano…
E l’amore?...già l’amore…Marea si era innamorata di un uomo che era nel suo stesso plotone…In una notte dopo giorni e giorni di spade incrociate e sangue versato…in quelle tende sperdute al fronte…ci fu l’amore…solo una singola ed immensa notte, le stelle brillarono di più come gli occhi dei due innamorati…
Ma l’amore tra i due non fu possibile, poiché ella aveva giurato che prima di tutto avrebbe dovuto compiere i suoi doveri…Entrambi promisero che mai avrebbero proferito parola sui loro nomi o sulle loro identità e promisero, che seppur separati, sarebbero rimasti l’uno dentro il cuore dell’altro…
La vita della giovane continuava, a guerra finita, tornò a Spezia, ma con se portava un segreto ed una sorpresa, che quella famosa notte le lasciò…Nel suo grembo una vita era presente e decise di non nascondere poiché era tutto il suo mondo…
La famiglia le fu sempre accanto, appoggiando le sue decisioni.
Ella partorì una splendida bambina, il suo nome è Nicol65 De’ Giustiniani, decise che sarebbe stato il suo cognome che avrebbe portato la bambina, proprio per la promessa fatta…
Finalmente l’amore c’era, ed era tutto li, in quella piccina dagli occhi neri proprio come la sua mamma…
E la vita di Marea prese un’altra piega, la totale felicità…
e quella felicita' non duro' a lungo...come per  tutti i Giustiniani.
E Nicol tradi' la madre e la famiglia tutta, allontanandosi  da loro.

Mareaestiva , la sorellina dei Giustiniani, a tutt'oggi non li ha ancora onorati portando alla palmaria un consorte.
Tuttavia porta un figliolo.... Nicmar che adotta con amore  e gioia.

Intanto i figlioli e i nipoti crescono

e crescono alla palmaria per nostra fortuna.
Ci hanno divisi, allontanati e separati, ma oggi agli albori di un nuovo decennio siamo  qua, uniti coesi e innamorati della nostra storia, del nostro passato oscuro e del nostro futuro.

Jetmir94
il ricordo del primo figlio

ed Ottap
il gemello ritrovato



Dpo la morte del figlio Jet, abbandonata dall'uomo che amava con tutta se stessa, Dolcedami lascia casa Giustiniani e inizia un percorso verso il sud, consapevole che andra', purtroppo a porre fine alla sua breve esistenza.

In una sera buia...un campanello si senti suonare nelle vie di Parma ,era quello del convento della Monache di santa Maria.
Le sorelle accorsero al portone principale e proprio lì, illuminata dalla debole luce della luna, trovarono, avvolta in un mantello sporco di fango, una fanciulla con una sguardo dolce e solo a tratti spaventato.
Non ci volle molto tempo per capire le sue condizioni...La fanciulla era in travaglio..
Le sorelle subito l' accolsero come se fosse loro figlia. la portano immediatamente all'interno del convento e prontamente la soccorsero...
Il parto fu difficile...la fanciulla soffriva, aveva la febbre molto alta...
Dopo ore un pianto, era nato...
Fatemelo vedere... disse ansimando la fanciulla...
Prese tra le braccia il suo piccolo, ma le forze la stavano abbandonando...Esalando l'ultimo respiro disse guardando il suo bambino Jetmir sei tornato, sei identico...
Le sorelle decisero di prendersi cura del piccolo e rispettando el volontà della madre gli diedero il nome di Jetmir...
Cresciuto Jetmir viaggiò a lungo fino a giungere nella tranquilla cittadina di Chiavari...
Fu allora che incontrò Sonyase De Giustiniani...
Fu uno strano incontro...La complicità tra i due era evidente...
Non ci volle molto a scoprire al verità...
Jetmir era un  Giustiniani...
Aveva finalmentre ritrovato al sua famiglia.
Jet, durante la sua vita alla palmaria si innamora di Madelein e decide di sposarla...son cugini si, ma oltre il quarto grado per grazia dell'Altissimo. Tuttavia  un amore effimero si rivelera'.
Ebbe poi, come tutta la casata la gioia di sapere che in quel monastero non era stato lasciato da solo, ma con un gemello, che ritrovera'  da adulto, Ottap.



Agostino
il terzo fratello figlio di Dolcedami


Ed Ottap e Jet non sono soli.
Giunge alla palmaria  il loro fratello minore Agostino.
Parla  poco Agostino , e' un carattere chiuso  e schivo...forse ci  dira' come e' giunto  da noi.
Ma la casa lo accoglie con amore, come sempre ha fatto e fara'.
Il giovane , con la vocazione nel cuore, diventera'  sacerdote.
Il 1462  e' un anno doloroso per la famiglia.
Agostino muore, giovane e solo dopo una breve malattia.


Kikkaser
la figlia di Tacuma creduta morta


Era stata salvata da uno dei briganti che assaltarono la carrozza del padre e della madre.
Il brigante,  pentito di quella vita da malfattore, ebbe pietà della piccola, e all'insaputa dei suoi compagni portò la creatura in una chiesetta sperduta. Kikka venne allevata dai fraticelli con immenso amore come una figlia.
Ella non aveva ricordi, l'unica cosa che la legava alla sua famiglia, era un medaglietta al collo che aveva sin dalla nascita.
Quando fu una giovane donna, con dedizione e riconoscenza, fu lei a prendersi cura dei frati, cucinando e aiutandoli nella loro sacra mansione all'interno della Chiesa.
Presto conobbe un giovine parrocchiano con il quale fece amicizia e al quale raccontò la sua storia. I due si resero conto di essere innamorati l'uno dell'altra e iniziarono a vedersi ogni giorno per poter stare insieme. In Kikka nacque il desiderio di poter costruire con lui una vita, ma prima avrebbe dovuto ritrovare la sua famiglia.
Decise di intraprendere il lungo viaggio per poter ritrovare le sue radici. A malincuore salutò i fraticelli che le fecero da papà per tanti anni. Insieme al compagno che l'aveva aiutata sempre e verso il quale era sorto un sentimento puro senza eguali, intrapresero il viaggio. Dal loro amore nacque una bimba e i due giovani erano felici di poter vivere finalmente insieme. Il viaggio per ritrovare la famiglia proseguì ma nella foresta vennero aggrediti da alcuni lupi; Kikka prese con se la piccola e la nascose per evitare che le bestie potessero farle del male. I due si divisero per scampare il pericolo, si giurarono amore eterno e lui promise di raggiungerla presto.. Kikka non avrebbe mai dimenticato quel nome, l'amore della sua vita: Sleonida..
I lupi presto si dileguarono inseguendo Sleonida, e Kikka non ebbe più notizie del suo amore e della sua piccola.
In un freddo gennaio  arrivò a La Spezia, esausta del suo lungo viaggio pieno di pericoli, trovò rifugio e conforto in una taverna. Fu lì che conobbe per la prima volta una donna bellissima, cordiale e disponibile che giurò di aiutarla e difenderla: "Mareaestiva".
Ella si prese cura della ragazza per diversi giorni e quando ascoltò la sua storia e vide la medaglietta, capì immediatamente di avere di fronte la sua nipotina, la  figlia di Tacuma.
In una fresca mattinata di aprile, al sorgere del sole Kikka s'incamminò verso il lago per la sua solita passeggiata quando udì dei passi dietro di lei, un voce profonda e conosciuta.. Sleonida, finalmente era con lei, pronti a crearsi una nuova vita insieme nella stessa città.
Era solo l'inizio di una serie di avvenimenti felici, infatti Kikka ebbe la gioia di poter finalmente riabbracciare la sua piccola, Angelica detta "Dolcegasata", che era stata protetta da Tacuma per tanti anni.
La scomparsa prematura  di Dolce, come tutti erano soliti chiamarla  fu un altro  momento di tristezza incommensurabile per  la casata...Dolcegasata  era la vita fatta palmaria....

In attesa delle nozze Sleonida D'Angio'e' accolto in famiglia...ma i due, in una giornata di primavera in cui la residenza e' vuota, mettono al mondo  Princess_isabel85 .Isabel morira' poco dopo esser andata in sposa
a  Leocarlos  Grimaldi.
E in una calda notte d'agosto  tra i fumi degli alcol e le urla dei presenti in una affollata taverna di spezia, nasce Fortebraccio

Fortebraccio
la volonta' di ritrovare le sue radici


Una vita insolita quella di Fortebraccio.
Erano anni perigliosi a Spezia; due giovanissimi innamorati.
Lei si chiamava Kikkaser de Giustiniani e lui Sleonida. L’amore e l' autunno fecero il loro effetto.
Quando lei si accorse di aspettare un figlio, nato dal suo amore temette per la sorte del suo futuro figlio e decise di tenere segreta la cosa: lo disse solo al suo amore e ad una fedele ancella.

Passarono i mesi e un giorno mentre era col suo uomo e alcune parenti di lei in una taverna di Spezia senti all’improvviso che suo figlio stava per nascere; l’ancella la aiutò , le sue parenti si prodigarono e lei dette alla luce un bambino forte e vigoroso.
Dopo pochi giorni scoppiò la guerra, i parenti di lei erano via con l’esercito, lei temeva per sé e per il figlio; lei e il suo amore erano perseguitati da gente malvagia e non volevano che il loro amato figlio potesse correre rischi, presero una dolorosa decisione: affidarono il loro bambino alla nutrice perché lo portasse da una famiglia di coloni nel centro italia chiedendo loro di allevarlo fino a tempi sicuri e di rimandarlo a Spezia quando fosse stato in grado di viaggiare da solo. L’ancella così fece. Il bambino fu portato dove richiesto accompagnato dal denaro necessario e con una lettera di istruzioni.....

La nutrice quando Fortebraccio  aveva ormai 20 anni un giorno lo chiamò da parte.
Devo raccontarti una storia Fortebraccio
La vecchia  madre, come egli era solito chiamarla, gli narro' delle sue origini, della sua stirpe....

Ti devo confessare di non averti detto la verità sulle tue origini, temevo per la tua sorte…La verità è invece contenuta in una pergamena che ricevetti quando mi fosti affidato da gente di Spezia che desiderava metterti al sicuro
Lei andò nella sua stanza e da un vecchio canterano trasse fuori una custodia di cuoio , la aprì e tiro' fuori un plico che gli consegnò.
[rp]… Caro figliolo, nascesti in modo avventuroso e desidero che tu viva in modo avventuroso, così come facemmo tuo padre ed io.
Ti ho affidato ai buoni famili che ti avranno allevato con cura paterna e materna, sii loro sempre grato e quando potrai ricordati di loro.
A te spetta una vita consona al rango di chi ti ha dato i natali, ti lascio queste istruzioni.
I tuoi parenti sono a San Terenzo, di un grande casato, si chiamano Giustiniani.
Recati a Spezia, non rivelare a nessuno le tue origini e perché sei lì.
Rivolgiti soltanto a me, io saprò riconoscerti.
Il mio nome è Kikkaser, ricordalo bene sono tua madre.
Ti auguro ogni bene figlio mio, sii degno di tuo padre e della famiglia in cui entrerai.
Firmato
Kikkaser dè Giustiniani[/rp]


Il giorno dopo comunico' ai genitori adottivi la  decisione e loro lo abbracciarono, gli raccomandarono prudenza e di  non far mancare sue notizie appena possibile. Gli consegnarono una borsa con dentro i ducati che il padre e la madre gli  avevano lasciato.
Compero' un cavallo, delle provviste e degli abiti e si mise in viaggio.
Viaggio'  vari mesi fermandosi qua e la' a lavorare e riposare.
Quando era abbastanza vicino alla meta, venne  assalito dai briganti ed essendo privo di armi , depredato di tutto, cavallo, denaro e abiti:, gli lasciarono solo dei poveri stracci per coprirsi.
Entro' così in Spezia, vergognandosi di se'. Per giorni girovago' per le taverne, impaurito e vergognoso: non conosceva nessuno. Ma un giorno in una taverna incontro'  delle persone che furono molto gentili  gli offrirono da bere, gli diedero   il loro aiuto. Erano dei Giustiniani!!!!: una in particolare o che fu cortesissima , si chiamava Pru. A sentire quel cognome e vedere la loro gentilezza gli si apri' il cuore.
Invidiava  il loro stato e la loro allegria ma  aveva anche ammirazione per la loro cortesia.
Ma seguendo l’ordine  della madre non disse loro nulla di se'.
Due giorni dopo in un’altra taverna era  a conversare con dei messeri, quando entrò un dama mirabile cui tutti fecero gran festa.
Volle sapere i l suo nome e lei  disse: sono Kikkaser dei Giustiniani, dama di Spezia. Il cuore  si fermò: aveva  davanti la madre per la prima volta.
Sussurro'  dama avrei bisogno di parlarvi
lei con un sorriso di comprensione  rispose quando volete messere sono a vostra disposizione, venite pure nella mia dimora e vi riceverò. La ringrazio'  e prese  appuntamento per il giorno dopo.
Giunse alla casa sul golfo, lei l'attendeva
Allora cosa posso fare per voi messere  disse con garbo.

Le mostro' la pergamena e lei  disse subito
prima che vi abbracci figliolo devo chiederVi una cosa inusitata per una dama: vi chiedo di togliervi la camicia.
Rimase stupefatto ma vedendo i suoi toni decisi obbeddi'.
Si tolse  la camicia e  lei emise un urlo di gioia e lo abbracciò con tutte le sue forze
vi ho atteso tantissimo in questi perigliosi anni, vi ho avuto sempre nel cuore e la mia pena di madre è stata indicibile, ora che ho visto la tua voglia sulla spalla so che tu sei mio figlio!!!!!!!!!!!!!!!!!.
Si  senti' finalmente a casa e felice come non lo era mai stato.
Giuro' che li avrebbe ripagati in ogni modo con la sua fedeltà al loro casato.

Fortebraccio sposera' Benny de Montemayor ma il matrimonio, senza prole, sara' presto sciolto.
Sposa in seconde
nozze   rebecca_gea  Malaspina e da lei avra',Madelein,  Sphofia  che morira' giovane adolescente, come anche la piccola Domizia e poi Domitjlla che sara' ripudiata dalla famiglia, dopo averla tradita vergognosamente.
Mentre la giovane Madelein sposera' Ribes  Borgia che, per grazia dell'Altissimo e' un cugino lontanissimo.
Dall'unione di mdelein e Ribes nascono due gemelli...madness e Giobba96 , gli occhi dei quali hanno bagliori stanici, guizzi  di futuri imprevedibili e pericoloso per l'aristotelica famiglia Giustiniani Borgia.
Poi arriva un'altra figliola...meno male che' e' femmina!!
lucrezia_da_padova
Resta sola e disperata la giovane Madelein: Ribes   muore dopo mesi  di lontananza

Lavoro' instancabilmente il giovane Fortebraccio per riavvicinare   i Giustiniani e i Malaspina da lungo tempo nemici.
Il giovane  ha in vero, a differenza di quella madre battagliera che le circostanze portarono  ad essere indomita ed intransigente,  l'arte della diplomazia insita nell'animo.
E cosi', lentamente ed attentamente stabili' le basi dell'unione coi Malaspina, iniziando con lo  sposarne una.
E poi la morte dopo una  lunga assenza .
E con lui  anche la sua sposa muore.


Catelyn_23
La figliola adottata di Giobba


Il nipote di  Fortebraccio e  Gea, Giobba, se  pur giovane incontra la giovane  Catelyn e dopo  molto  tempo passato insieme a parlare sente la necessita' di proteggere la fanciulla.
Inizia cosi' a preparare  le carte da  portare presso l'araldica  imperiale.
E col benestare della famiglia  intera egli riuscira' ad adottarla.
Oggi  Catelyn e' parte  integrante della famiglia


Bertoldino_da_riccia
Il figliolo lontano coi Giustiniani  nel destino


E ColaMonforte ne ha un altro di figliolo che non sapeva esistesse.
Nasce in una sera del 27 di settembre e viene subito abbandonato in un convento di suore,c he per anni l'hanno cresciuto amorevolmente.
Ma Bertoldino non riesce ad accettare che la sua genitrice lo possa aver abbandonato così. L'unica cosa che lo può guidare verso la sua vera famiglia è un medaglione che le suore gli hanno trovato al collo!

Passano gli anni, trascorrono felici ma raggiunta la maggiore età ,decide di dover incominciare il suo cammino.
Dalla Terra di Lavoro e dal suo paese Riccia, parte in cerca di avventura.

Cosi la mattina del 1 Gennaio del 1458 si incamminò senza una meta ben precisa e dopo un paio di mesi di girovagare fece tappa a Fornovo.

La città gli piacque subito ma non riusci ad integrarsi completamente.
Fece i lavori più umili, iniziando a lavorare in miniera, portando sulle sue esili spalle gerle piene di pietre.
Poi decise di coltivare degli ortaggi. Ma il lavoro non rendeva e cosi dopo mesi e mesi decise di aprire una sua attività.
Anche gli affari nella taverna andavano male , sconfortato e deluso  ,nel mese di agosto dello stesso anno decise di trasferirsi a La Spezia.

Qui conobbe un noto signorotto della città, tal Cola Monforte, il quale gli parlò a lungo di come fosse importante la sua famiglia. Praticamente ogni sera, Berto ascoltava le storie narrate da quell'uomo e proprio in una sera di queste, Berto fece i classici conti del salumiere e si rese conto che il signorotto che aveva conosciuto a Spezia era in realtà suo padre.
Lo affrontò e gli espose il suo pensiero, facendogli vedere anche il famoso medaglione che Berto custodiva gelosamente!|
Cola alla vista di quel medaglione ebbe un sussulto, guardò Berto negli occhi chiedendo il suo perdono.

Ma Bertoldino non doveva perdonargli nulla, perchè quell'uomo non poteva sapere.
Si abbarcciarono e Cola gli promise che lo avrebbe riconosciuto e portato in famiglia.
Strana la  vita...i figli continuano a lasciare medaglioni come la tradizione Giustiniani era iniziata.
E purtroppo  i giovani Giustiniani continuano a  morire, e  purtroppo soli e  lontano dalla loro casa, come accade a Bertoldino dopo lunghi mesi in cui di lui nulla si  sapeva  piu'.

Jane.alexandra
e il battesimo rivelatore


lei stessa racconta
"Mi ritrovo alla Spezia , senza ricordi sulle mie radici ,non conosco mia madre , ne mio padre... unica cosa che mi riporta al mio passato è un medaglione ,credo donatomi da mia madre prima di lasciarmi in questa città... chissa' perchè qui mi ha lasciato ? Chissa' cosa raffigura questo stemma inciso sul medaglione ? Non lo saprò mai , anche se dentro me spero che possa aiutarmi a ritrovare la mia famiglia..Durante il battesimo accade una cosa particolare Tacuma nota il mio medaglione , e mi inizia a far mille domande sulla sua provenienza , e lo vedo confabulare con il mio padrino , io sbigottita non riesco che a guardare i due parlare senza capire nulla di cio' che stava accadendo ... beh chissà .. Cola ..ad un tratto mi prese per mano e mi fece sedere vicino a lui , inizio'a guardarmi in modo strano e mi racconto' una storia..."
E cosi' alla schiatta Giustiniani Borgia si aggiunge una nuova figliola di ColaMonforte nata dal suo amore con madonna Flisobel e lasciata nella citta genovese prima del suo lungo viaggio verso Mantua dove  trovera la morte.
La malasorte perseguita  la famiglia e nel maggio del 1460 Colamonforte e i suoi cari perdono la giovane Jane.alexandra...

Cesarino
State attenti a come vi  muovete


E purtuttavia la famiglia cresce  in allegria.
E coesa ed unita  adotta  il piccolo Cesarino in una sera fredda e nevosa.
Come abbandonarlo? Ed egli e' , a tutt'oggi, la piccola mascotte della casa


ma  non e' piu' solo a condividere le gioie e le fortune che derivano dal benessere.
Deve dividere  il tutto con un adulto  che mai crescera'

Peppino
il cucciolo adulto



E Parrelallo continuava intanto le sue ricerche e i suoi studi sulla famiglia.....

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La storia della casata dai suoi albori - parte II

Messaggio  Tacuma il Dom Ott 05, 2014 4:40 pm

La storia della casata dai suoi albori - parte II

STORIA DELLA FAMIGLIA BORGIA GIUSTINIANI
(Parte seconda)

E Parrelallo continuava intanto le sue ricerche e i suoi studi sulla famiglia.....

Ritrova intatto il ramo veneziano del casato composto da Stino, Palmito, Fulmx,  Robelli e Paxia , Birgilio , Baba, e Prandy. I due rami si intrecciano e i cugini imparano a convivere ed amarsi nella residenza sul golfo a San Terenzo.

Clodo Giustiniani
Il ramo Veneziano con Spezia nel cuore


Il fratello di Maria Letizia, Clodo Giustiniani aveva lasciato Genova con i figlioli  Stino, Palmito, Fulmx,  Robelli e  Birgilio ancora piccolissimi alla morte della moglie Maria Carlotta.
Cercare fortuna altrove? Dimenticare un passato doloroso? Aveva perso l'adorata moglie, aveva perso una figliola in un viaggio... Cosa mosse Clodo verso terre sconosciute e lontane oggi non lo sappiamo.
Si insediarono in un paesino piccolissimo e la' inizio' la loro nuova vita.
Clodo, tramite il giovane figlio Fulmx conobbe una dama del luogo della quale si innamoro' perdutamente e la quale accolse i suoi figlioli e  gli dono' altri due piccoli Baba e Prandy.
Fulmx lavorava nei campi di maiali della bella Giuditta Furian e una sera di un tiepido settembre Clodo era passato a prendere il figliolo per tornare a casa  insieme. Vide la signora e qualcosa gli attanaglio' la gola...dopo tanto tempo.
Fulmx gli presento' la dama  e Clodo, il cui carattere era forte e determinato decise che quella donna avrebbe condiviso la sua vita.
Si sposarono, ebbero due figli e morirono a breve distanza l'uno dall'altro.


Stino
uno spezzino veneziano e Palmito
il secondogenito schivo e   silenzioso


Il vecchio fratello di Maria Letizia, Clodo Giustiniani aveva lasciato Genova portando con se' tutti i suoi figli.
Insediatosi nelle terre Veneziane diede vita al ramo veneziano della schiatta Giustiniani.
Stino era il suo primogenito,  il figlio piu' amato forse, ma che perse per primo.
Molto presto Stino lascio' le terre che considerava dell'esilio per rientrare nelle terre dei suoi genitori.
Si  stabili' a Spezia,  e la' inizio' la vita di uomo.  Divenne un buon coltivatore, ma soprattutto un ricercato carpentiere.
Nel mese di gennaio dell'anno 1457, muore improvvisamente, ma voci sussurrano che fosse stanco e che da lungo tempo meditasse la morte... lascia pero' due meravigliosi e scapestrati gemelli, Gufa e Ginevra.
Egli li  allevò da solo fino all'età di 14 anni, quando mori'  morì in circostanze misteriose.
I ragazzi in seguito si sposteranno  a Chiavari  dove vissero con quella parte di Giustiniani trasferitisi la'.
Ginevra morira' giovine per amore di Alexin Malaspina e, se e' pur vero che la vita dei gemelli e' veramente univoca, Gufa la seguira'  a breve.

Stino nel suo viaggio verso la repubblica Genovese aveva portato con se' il fratello minore Palmito.

Schivo e mite il giovane Palmito condusse una vita cosi' appartata  da dare  pochissime notizie di se' alla famiglia.
Gli stessi parenti spezzini lo videro raramente in citta' .
Vennero a sapere di un suo matrimonio, ma mai conobbero il nome della moglie. e della nascita un figliolo.
L' ultimo contatto che la famiglia ebbe con lui fu  nel mese di Dicembre dell'anno 1456 , quando annuncia la scomparsa misteriosa di Longdave suo primogenito.


Fulmx
una morte casuale e un'adozione miracolosa


Il giovane Fulmx era rimasto accanto ai vecchi genitori.
Si era sempre sentito, gia' da giovanissimo,  colui che avrebbe aiutato  e sostenuto la sua famiglia.
Si sposo' molto presto ed ebbe una bimba, la cui mamma mori' nel procrearla. Impreparato e troppo giovane per  per accudirla la affido' alle amorevoli cure della sorella minore di Giuditta.
Quando il vecchio geniore mori', seguito a breve dalla seconda moglie Giuditta Furian, Fulmx decise di riunire la famiglia e quindi rientrare  nella sua Genova.
Tutti...tranne una.
Tranne  la sua amata  figliola Desdemona, troppo piccala per affrontare quel lungo viaggio.
La piccoka era stata da tempo affidata alla giovane Furian, sorella minore di giuditta che la allevo' con amore da sempre, e dalla quale prese il nome.
In brevissimo  Fulmx tempo preparo' e convinse i fratelli a lasciare quelle terre  per  la terra dei suoi padri.
Destinazione finale Spezia, il sogno dei giustiniani veneziani.
Giunsero a Spezia nel dicembre del 1456, ma nel maggio del 1457 muore e i parenti accolgono casualmente e con dolore la notizia.
Egli aveva adottato , a Spezia...forse col cuore  lontano alla sua Desde...una bimba di pochi mesi, la piccola Usseijei. Ma solo alla sua morte scopriamo che la piccola e' figlia della sorella Robelli.


Robelli e Paxia
due gemelle legate da due cuori che battevano all'unisono


Robelli quindi parte per Spezia con  Fulmx e gli altri fratelli.
Era nata nei primi decenni del secolo, indomita e coraggiosa donna del ramo veneziano, dopo vari amori travagliati e non , confida alla famiglia che la piccola Ussijei e' figlia di un nobile di pavia ...Il sangue caliente dei Giustiniani che mi scorre nelle vene mi ha portato ad avere un amore clandestino con un nobile di Pavia! amava ripetere..Un tenero ed appassionato amore che ha lasciato un tale segno nel mio animo da non voler più amare nessun altro uomo!" Però da quell'amore folle nacque una bimba con i capelli biondi  un po'  incoltii,  degli occhi bellissimi ed intensi, allegri ed intelligenti.. ma per il suo bene la affidai al defunto fratello .
Solo molti anni dopo veniamo a conoscenza che l' 'uomo che spacciava come il nobile di Pavia  in realta' viveva a Chiavari e che spesso si aggirava tra le mura della residenza Giustiniani , Zagor, col quale aveva procreato un'altra figlia....tale Pru78.
Poco prima che  morisse , giustiziata innocente sulla pubblica piazza,  confesso', insieme con  Zagor193, del quale era diventata la moglie, in una tenera cerimonia celebrata a Chiavari dal cugino Tacuma, di avere anche un figlio maschio.
Fran5  nato sempre nel lontano nodo ma lasciato presso una vecchia nutrice.
Ma il ragazzo lontano , conosce tramite i racconti della sua nutrice, la storia e  il nome della sua famiglia.
Sara' un dolore grande  la morte di Robelli, ma il Signore aiutera' la famiglia facendo ritrovare la sua gemella Paxia.

Una giornata di Maggio, il cielo coperto da nubi cariche di pioggia, l'aria frizzante che non faceva sentire il calore della primavera, l'odore di terra bagnata.
Paxia camminava con il cappuccio del mantello a coprile il volto, lo sguardo perso a riflettere quanto aveva appena appreso.
Era iniziato tutto la sera prima, quando una donna, una sconosciuta, le era corsa incontro sorridendole ma a pochi passi si era fermata imbarazzata farfugliando qualcosa e scusandosi.

Sentiva su di se gli sguardi curiosi e per sfuggirgli si era calata ancora di più il cappuccio e camminava rapida rasente ad un muro. Era la prima volta che si aventurava furi dalla sua terra e non riusciva a comprendere quello che stava succedendo.
Era stanca ed affamata, entrò in una taverna, si sedette in disparte ordinando una birra. Ma la sensazione di essere seguita persisteva.

Alzò lo sguardo scrutando i presenti non vedeva nulla di strano ma ad un tratto lo sguardo di un uomo attrasse la sua attenzione.
Era un uomo anziano e la guardava in maniera strana, traspariva sorpresa, costernazione e felicità.
Paxia incuriosita decise di porre fine a quella storia, si alzò ed andò a sedersi accanto a quell'uomo.
Salve, sono Paxia di Piombino, posso sapere il perchè del vostro sguardo? Chi siete? Mi conoscete?

L'uomo era visbilmente emozionato, continuava a scrutarla come a leggerle l'anima.

Con voce stentorea le chiese:
Perdonatemi per l'ardire madama, ma potrei vedere il vostro braccio destro? Prima di dirvi qualsiasi cosa devo avere la certezza
di non sbagliarmi

Sempre più incuriosita Paxia alzò la manica fino a scoprire una piccola voglia a forma di cuore proprio sopra il gomito destro.
Al che vide l'uomo impallidire.
Messere, come facevate a sapere? Chi sete voi?
Ripetè la domanda.
Io sono, Isidoro, il fedele servitore di una grande famiglia, la famiglia Giustiniani, tanta storia ho visto di questa famiglia.
Tanti eventi mi hanno legato a loro che oramai la sento come la mia.

Anni addietro vi era una splendida dama dallo spirito indomito, che pur essendo incinta decise di intraprendere un lungo viaggio
per raggiungere il marito in terre lontane, io la accompagnai ma il disagio del viaggio e la fatica fecero si che la donna partorisse anzitempo.
Partorì due bimbe bellissime identiche in tutto tranne il colore dei capelli. Una aveva i capelli corvini del padre ed una i capelli biondissimi della madre. Fortunatamente andò tutto bene ma nottetempo, sentendo dei rumori mi alzai correndo verso le stanze dove erano state alloggiate.

Vidi un uomo chino sulle culle, aveva già preso una delle due bambine e stava prendendo l'altra, corsi verso di lui per fermarlo ma fu più veloce di me, lasciò la seconda bimba e si dileguò portandosi via la prima.

Cercammo ovunque e facemmo il possibile per ritrovarla ma tutto fu inutile. La dama, per non dare un dispiacere enorme alla famiglia mi fece giurare di mantenere il segreto, solo io ero a conoscenza di questa seconda creatura che era caratterizzata dal colore dei capelli biondissimi e da una voglia a forma di cuore proprio sopra il gomito destro. Siete voi quella bambina!


Paxia lo guardò esterrefatta, non poteva credere a quello che l'uomo le stava dicendo, guardando gli occhi emozionati e sinceri di Isidoro
Parlatemi di mia sorella gli chiese

Purtroppo è venuta a mancare qualche tempo fa, lasciando un vuoto incolmabile all'interno della famiglia, vi assomigliava tantissimo e, quando vi ho visto, per un attimo ho pensato che foste lei, che stessi guardando un fantasma.

Troppe informazioni erano giunte inaspettate, Paxia doveva aver tempo per elaborarle, lei che credeva di essere sola al mondo si ritrovava
invece ad avere una famiglia che non sapeva della sua esistenza.
Messere mi perdoni, devo prendere aria, contattate il capofamiglia e ditegli quello che avete detto a me mi troverà in chiesa a pregare
l'Altissimo che' mi faccia comprendere questo nuovo capitolo della mia vita.

Camminava a testa bassa ripensando agli eventi, ancora non si capacitava di quello che aveva appreso ma ora almeno sapeva il perchè di quegli sguardi curiosi, sua sorella doveva essere stata molto conosciuta in quelle terre.

Entrò in chiesa e si mise seduta su una panca, ripensando alla sua infanzia in una famiglia della quale aveva sempre sentito di non appartenere, agli scherzi e alle derisioni degli altri bambini che la additavano come "la strana" per via del colore dei capelli, al maltrattamento della così detta madre che la trattava come una sguattera senza mai affetto, senza mai una carezza.

Li seduta pregava Aristotele e aspettava l'incontro con il capofamiglia dei  Giustiniani, come sarebbe stato? cosa le avrebbe detto? si sarebbe fidato della parola di un vecchio servitore?

E se oggi parliamo di Paxia in queste sale, la risposta ai dubbi di Paxia non ha bisogno di parole alcune.

Dicevamo che i cuori di Robelli e Paxia battevano all'unisono....
Quando Paxia ricevette il dono della vocazione si stabili' a Massa e la' divenne parroco.
Ma la', conobbe e si innamoro' con cuore di madre, del giovane Stex86, e se ne innamoro' fino ad adottarlo.
Stefano aveva un gemello che viveva lontano,  doppia_d  e con un atto di amore decise di allevare anche lo sconosciuto gemello di Stex.
Li porto' alla palmaria, voleva che crescessero coi Giustiniani...


Nel cuore  di Paxia, inconsapevole batteva quello di Robelli.

I due gemelli erano nati dall'amore infinito di Zagor e Robelli. Erano nati  in un periodo in cui essi vivevano lontani da Spezia.
Robelli partori'  pochi mesi prima che le giungesse, con un messo del Regno, la lettera in cui  si avvisava  che madonna Ginevra de' Giustiniani "Robelli"  sarebbe stata  giustiziata per....
I giovani sposi decisero di rientrare  nel loro paese. Robelli sarebbe andata a morire, innocente non creduta, nel paese che aveva tanto amato,  ma aveva deciso in comune accordo  col marito, di lasciare i  neonati  lontani da quel dolore.
Doppia_d morira' da solo ad Albenga e non sappiamo neanche cosa produsse la sua repentina morte.
Ma Paxia aveva avuto una vita prima dell'incontro con l'Altissimo e la sua vita girava attorno al suo  figlioloRematto, avuto da chi non e' dato saperlo a tutt'oggi.
Rematto adotta la  piccola  Anais"Aelyta" .
E appunto  troppo piccola, ma siamo certi che  il suo nome non passera' per  molto tempo sotto  silenzio.
Aelyta dalla vita folle muore in un autunno del 1462 a San Miniato. Lascia di  sé  il suo gesto piu' bello:  la piccola  Egle d'Este

Birgilio
un uomo discreto e tranquillo


Il giovane Birgilio segui' i fratelli e giunse a Spezia. Timido di natura, Umile lavoratore sempre pronto a dare una mano,  nato da famiglia semplice e  quando giunge a Spezia e' colpito dalla gentilezza e dall'accoglienza degli Spezzini.
Una volta messi da parte un pò di ducati riesce a comprarsi una casetta e un piccolo terreno dove alleva pecore. Birgilio, cosi' schivo e silenzioso non ha mai trovato una dama con la quale condividere la gioia di un matrimonio...ma chissa' .
E con quella amabile discrezione  con la quale era vissuti, Birgilio mori' dopo una breve malattia, alla fine del 1459.


..Baba..
la Giustiniani di madre Furian e dagli amori impossibili


Giunge a Spezia , giovane e piena di ideali e speranze.
Molte saranno deluse dolorosamente.
Sicura e  felice dell'amore del suo giovane cavaliere Jimmy....decide di unire la sua vita alla sua.
Ma per motivi estranei ai due futuri sposi, o per volere dell'Altissimo, per ben due volte  il matrimonio sara' rinviato.
Alla fine   i due decidono di comune accordo  che forse il loro destino non è quello e che è meglio che le loro strade si dividano.
Scopriranno infatti di essere addirittura parenti, lui del ramo genovese, figlio del cugino Colamonforte, lei figlia di Clodo e della sua seconda Moglie Giuditta Furian, dalla quale ereditera' il nome.
Passa il tempo , Baba è nuovamente serena ed ha di fianco un uomo che la rende ogni giorno più felice: Stefano Cinus Borgia.
I due sono innamoratissimi, e ...... ben presto Baba darà al suo Cinus la notizia che lo renderà padre.
La vita di Baba non è sicuramente monotona... è di nuovo sola, ed e' per di piu' incinta....
Cinus ha deciso di prendersi un periodo di riflessione....
Ma la vita va avanti, ed è arrivato anche il momento di mettere alla luce l'erede....
E  finalmente nasce, in un nodo fra Spezia e Fornovo, Semiel de' Giustiniani.
Semiel cresce a Chiavari, assieme allo zio Tacuma e ad altri parenti, quando arriva la terribile notizia della morte di Cinus....

Baba è disperata, la sua vita distrutta, e nell'impeto del dolore, al momento delle esequie del suo amato, seguendo il desiderio che il suo Cinus le aveva confidato, e cioè di essere sepolto nella residenza Giustiniani per potere essere vicino a lei e al loro figlio, porta le spoglie del fidanzato alla casa sul golfo, la palmaria, scatenando il   putiferio.....

Parole grosse, lotte fra famiglie, e Baba si domanda quale sia il giusto comportamento dettato dal vero  amore......cosa sarà mai un cadavere sotto terra in confronto ai veri sentimenti che terranno per sempre unite due persone...........il ricordo di quello che è stato sarà sempre vivo nel cuore di Baba e non è custodendo un corpo che si da prova dei propri sentimenti......
E  di seguito altri momenti d'amore, altre gioie per la bella Baba, ma sempre , ogni volta il dolore e la delusione.
Baba sposera' il Conte Caarne, ma dopo un aborto spontaneo di due gemelli, non potendo dare altri figli al conte, con enorme dolore vedra' l'annullamento del suo matrimonio.
Sara' il cugino Tacuma a celebrare il suo matrimonio con Khender,  dal quale ha anche una figliola, Gretha.
Ma nel dicembre del 1460  Baba, stanca di una vita  che fu solitaria e dolorosa, muore, lasciando  un vuoto incolmabile  nei cuori dei Giustiniani Borgia.

Prandy
Il fratello piu' piccolo



I figli e i nipoti del ramo veneziano crescono a Genova

Desdemona13
la Furian che torna da sola a  Genova


era rimasta  nella casa dove era stata allevata, con la sorella di  Giuditta Furian, ma anche per lei giunse il richiamo di una terra  ribelle e spesso in guerra.
E appena e' in grado di partire, prepara la sua roba, passa una notte sveglia camminando nella casa e  tra i  campi che la videro crescere, per salutare i luoghi che aveva amato, ma di cui  mai si era sentita di appartenere totalmente.
L'indomani  parte per  Spezia, consapevole di ritrovare  la sua famiglia.
Alla fina ricongiunta ai pezzi che tanto le erano mancati, ma dei quali tanto conosceva grazie alla sua "mamma" che l'aveva allevata con amore, Desdomona  si senti' completa.
Aveva una casa, aveva un cognome...anzi due, era bella e intelligente.
Eppure qualcosa ancora mancava......
E poi giunse alla palmaria la giovane Roxrox
.E' sua figlia e  lo si vede dar tratti delicati e regolari, tuttavia nessun Giustiniani osa chiedere....chi sia  il padre.Ma a tutti loro  basta avere  in casa la giovane , e come tutti i Giustiniani anche lei imparera'  che spesso il padre e'  figura evanescente ed effimera  in quella  casata


Pru78
il vento fresco della palmaria


Nel periodo in cui Zagor si aggirava  alla palmaria, quale ospite.....per la verita' egli chiamo' sempre "zio" Tacuma, e questo indicava quanto il giovane avesse bisogno di una casa,  era ovviamente gia' innamorato di Robelli.
E, ancor prima di sposarsi  generarono la piccola Pru.
Pru cresce alla palmaria, impara ad amare quella casa distesa sul golfo e vi trascorre con gioia le sue giornate.
Conosce poi Kaiser21 d'Angio' del quale si innamora perdutamente.
Kaiser, "il comandante" per tutta la palmaria, l'"avvocato" di casa, il cui scopo e' render grande la Repubblica di Genova... trasmette a Pru questo amore per la sua terra e per la politica.
Dai racconti degli stessi innamorati:

[Pru]La famiglia intera si era spostata a Chiavari per un matrimonio .
Sola in casa.... Pru fece caso al silenzio....alla solitudine, praticamente rari in casa Giustiniani!
A colmare tutto quel vuoto solo i suoi passi echeggiare in casa!

Nel silenzio la mente vagava tra mille pensieri, ma uno in particolare nel momento in cui vide quella porta...quella dell'avvocato di famiglia: Ferdinando D'angiò.
I pensieri erano così rumorosi da coprire ogni eco....nella sua mente solo una frase: Kaiser io ti amo! Dovrei dirtelo, dovrei dirlo a tutti! Assorta nei suoi pensieri, Pru attendeva Kai dinanzi allo studio.
Forse era arrivato il momento di dirgli la verità!

[Kaiser] Kaiser quel giorno sentiva di non poter tardare in ufficio. Una grande smania  lo fece alzare di buon mattino, una strana sensazione, come di un qualcosa che stava per accadere lo fece scattare dal letto al canto del gallo.

Egli si vestì di corsa ed uscì dalla porta di casa correndo....poi si fermò, si mise una mano in fronte ed esclamò ad alta voce:

Miseriaccia le chiavi!!!! Ed ora come le prendo????
Egli si ricordò allora che soleva lasciare la finestra della soffitta aperta. Doveva soltanto arrampicarsi su di un albero, muoversi sul tetto ed entrare in una finestra piccolissima. Pensò tra se e se:

Che ci vuole!!!!! Ehm.......se avessi 10 anni di meno forse....
Con una santa pazienza, cercò di arrampicarsi sull'albero e quando arrivò fino in cima scoprì che gli mancavano circa 3 metri dalla casa, allora scese e con sommo dispiacere si rese conto che non c'erano altri alberi tanto alti da poter arrivare sul tetto. A quel punto non si perse d'animo, prese un sasso con aria indifferente e lo tirò contro la finestra. Corse ad aprire la finestra, saltò dentro e prima che qualcuno potesse accorgersi di tutto, la spalancò urlando:

Ragazzacci che non siete altro!!!! Se vi prendo, i vostri genitori Montemayor, avranno di che lamentarsi!!!!!
Tornò dentro prese le chiavi e si avviò quasi esausto verso l'ufficio con circa 1 oretta di ritardo sulla tabella di marcia. Arrivato al Castello trovò la bella Pru davanti alla porta un pò pensierosa...

Come ogni giorno, lei era sempre più bella, allora la guardò e le disse:

Cosa c'è Pru? Mi stavi aspettando?
Dai andiamo un attimo in taverna che ti offro la colazione che da stanotte sono state più le ore che ho corso che quelle che ho dormito!!!
Facendo un sorriso alla bella Pru, entrambi s'incamminarono verso la locanda...

[Pru]Fuori casa Pru fermò Kai per un braccio e gli disse:
no Kai aspetta, entriamo preparo tutto io

Kai guaguardò Pru, e balbettò qualcosa:

eeeehmmm.....mmmmm...mmmaa.....nnnonnn sooooo....ehmmmmmmmm!

Kai tranquillo, non ti avvelenerò, sono brava! Cucino sempre per tutti!
Se poi ti imbarazza restare solo a casa con me, è diverso!


No no Pru ...almeno mi riposo un pò, sai è tanto che non mangio in casa!
Felice di stare da sola con lui, Pru si recò in cucina.
Quando tutto fu pronto, fece accomodare Kai a tavola!

Pru aveva messo i fiori a tavola, delle belle orchidee profumate, e quel vaso oscurava proprio la sua visuale....da quella di Kai!
Lui si alzò, spostò il vaso e disse:

Scusa Pru, ma non riesco a guardarti, anche se i fiori son belli..........
Kai cominciò di nuovo a balbettare...così Pru per farlo tranquillizzare, cambiò discorso:
Kai ma sai chi ha rotto la finestra?

Risposta breve...
Ehm...si penso quei ragazzini dei Montemayor....che maleducati!!!!!    
così gli disse:
Kai io domani parto per un pò, se hai bisogno sono a chiavari! Va bene?

Che andrai a fare?
Vado a passare un pò di tempo da i miei genitori, niente di che!

Solo per quello? Non è che hai un fidanzatino?

Offesa da quella domanda assurda, Pru non rispose, e si alzò da tavola!
Irritata e nervosa posò il suo piatto nel secchio! Si recò in giardino a prendere l'acqua!

Pensava a quella domanda e se fosse stata reale!!!!!!
Come poteva un uomo essere così cieco da non capire??????  

Kai notò l'atteggiamento e mentre lei si agitava per riempire il secchio, le si accostò e con dolcezza le afferrò il braccio e guardandola negli occhi disse:

Scusa cara ma ti ho offesa?
Ho detto qualcosa di sconveniente?
Lo sai siamo amici......... non bado molto alle mie parole....chiedo scusa!!!!!

Si Si......grandi amici , confidenti, compagni di partito...insomma quasi sempre insieme ............. non c'era mai stata tanta tensione e tanto imbarazzo nello stare insieme........ come in quel momento!

Kai? Io non voglio crearti ulteriori problemi, ma....volevo confessarti una cosa.....ma adesso non so se te la dirò più....dopo quello che hai insinuato...sinceramente.....
Senza neanche farle finire la frase Kaiser alzò lo sguardò e la fissò intensamente!

Il suo sguardo si trasformò...da rammaricato a curioso di sapere cosa lei doveva dirgli!

Cosa? Mi dici che mi devi parlare e non lo fai?
Che succede Pru?
Oggi sei strana! Sei diversa!


Pru pensò che forse era giunta l'ora!

Dopo tanto penare in silenzio, poteva finalmente urlargli in faccia i suoi sentimenti!
Senza farsi altri problemi e domande....... con in battito cardiaco a mille, la voce tremolante........ il cuore in gola ......... desiderosa di lui, gli prese la mano stringendola a se e poggiandosela al cuore........lo guardò negli occhi........ come in cerca di conferme e gli disse solo:

Kai io ti amo!!!!!
Lui era immobile....fermo....c'era silenzio!
Soltanto i due cuori che battevano forte riempivano quel vuoto!

Si sposano  Kaiser e Pru e dalla loro unione nascono due gemelli: Tetosky e Dolcefiore che moriranno ad un anno di distanza l'uno dall'altro.

Bauci  e Sonyase
due fratelli nel cuore e nello spirito


Fran, il figliolo di Robelli e Zagor, sposa Giannina e da lei ebbe  2 figli, Umby92 e Bauci.
E poi la dolce Sonyase voluta da Giannina con tutta se stessa, adottata ed amata come una figlia naturale.
Era una fresca sera d’estate… Il cielo era particolarmente stellato e la luna maestosa dalla perfetta forma rotonda illuminava l’intera città di Chiavari…
Fran e Giannina passeggiavano romanticamente mano nella mano quando udirono un debole e dolce pianto di neonato…
E infatti alla penombra di un ciliegio ecco in una piccola cesta, avvolta in un lenzuolo rosa pallido, una dolce neonata dai pochi capelli color oro, dalla pelle candida come la neve ma dalle guancie particolarmente colorite… Giannina immediatamente la prese tra le sue braccia, la strinse al suo cuore e la cullò dolcemente per tranquillizzare quella neonata tutt’altro che spaventata.
Con gli occhi colmi di lacrime di gioia la donna guardò il suo splendido amato mentre  la stringeva tra le sue braccia….
Rimasero immobili in quella posizione, illuminati dalla luna, per un interminabile minuto… Le parole non furono necessarie… Cosa sarebbe accaduto era chiaro… I tre non si sarebbero lasciati mai piu…
La piccola prese il nome di Sonyase e non appena i due giovani innamorati si sposarono la adottarono legalmente…
Sonyase circondata dall’immenso amore della sua famiglia a sotto lo sguardo attento dei suoi fratelli Umby e Bauci crebbe velocemente…
Sony, come  la chiamano alla palmaria ha una figlia da Snay Malaspina, ma egli muore e sara' da sola ad allevare la piccola Cirellina, con l'affetto di tutti i suoi cari.
Ad aiutare Sony sempre e sempre presente con i gesti ed i pensieri il fratello Bauci.

In una calda sera d’autunno la taverna Giustiniani era illuminata dall’unico quarto di luna che il cielo quella sera donava facendo cosi intravedere un piccolo fiocco azzurro…
Grande festa a casa Giustiniani, Giannina mette alla luce un tenero fagottino dai capelli dorati e dagli occhi azzurro intenso… Non si era fatto attendere, aveva fretta di nascere mostrando da subito la sua esuberanza e la sua voglia di esplorare il mondo…
Cresce circondato da tanto amore costruendo un rapporto speciale con la sorella Sonyase…
I giorni passavano rapidi e tante persone entrano a far parte della sua vita rendendola ricca di emozioni…
Sin da piccolo era un instancabile lavoratore, tutte le mattine si recava in miniera, così da poter mettere da parte i ducati che un giorno gli avrebbero consentito di comprare un campo tutto suo...
Passano gli anni e Bauci non è più un ragazzino: è diventato un uomo. Crescendo si sente sempre più legato alla sua terra e riesce cosi a comprare  quel campo di mais tanto desiderato.
Gli amici non gli mancano, e neppure le donne, l’affetto della sua famiglia lo accompagna in ogni sua scelta…
L'amore per la sua terra, per i suoi amici e soprattutto per la sua famiglia lo rendono una persona forte, coraggiosa e tanto disponibile…
Sonyase guarda quel suo piccolo fratellino che è ormai un uomo.. un uomo che rende tutte le persone che gli stanno accanto orgogliose di lui...
Bauci si innamora di Cartesia Malaspina e da lei avra'
Florence_  ed Abe, ma non fara' in tempo a sposare la sua amata Cartesia poiche ella sara' stroncata da un male impietoso.
Il piccolo Abe morira' pochi mesi dopo.
Bauci diverra' un mercante e nei suoi giri per i regni incontrera' i fiorentini del casato di cui aveva avuto notizie.
Ma qualcosa del suo grande amore con Cartesia ancora restava, il figliolo Dorian che molti in casa chiamano semplicemente Doran.


Ultima modifica di Tacuma il Gio Ott 09, 2014 2:51 pm, modificato 1 volta

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La storia della casata dai suoi albori - parte III

Messaggio  Tacuma il Dom Ott 05, 2014 5:50 pm

La storia della casata dai suoi albori - parte III

STORIA DELLA FAMIGLIA BORGIA GIUSTINIANI
(Parte terza)

Nel mese di aprile dell'anno 1457 scopriamo un ramo straniero del casato  

Dei sei fratelli Giustiniani Carlo è  il piu' piccolo ed Aserte  il quartultimo.
Non sappiamo come e quando giunsero  nelle terre fiorentine, ma qui si fermano e danno vita al ramo fiorentino.

Aserte e Carlo Giustiniani
i capostipiti  fiorentini


Aserte e' un uomo particolare.
Sara' lui a guidare  il giovane fratello nella nuova terra.
E' un soldato dl cuore tenero...ha  infatti studiato la "roba di  chiesa" . Sara' forse  un destino che lega molti Giustiniani  all ' aristotelismo?
Che strana schiatta sono! O lontani migliaia di  anni dal Signore  o inconsapevolmente cosi' vicini all'Altissimo.
Quando l fratello minore Carlo finalmente si  stacchera' da  lui Aserte lascerà  la repubblica fiorentina.

Si trasferisce a Mantua , dove ancora  oggi vive  e dove si è messo al servizio del suo paese e' tenente ed e' cavaliere  al merito del ducato di Modena

Carlo Giustiniani , giovane e aitante ragazzo viveva a San Miniato.
Una domenica mattina all'uscita della messa  il suo destino  si compie...tra le file dei banchi della famiglia Pucci il suo cuore si ferma , i suoi occhi incontrano quelli di Jacopa e i  suoi pensieri da quel momento saranno  dedicati a lei soltanto.
Si uniranno Carlo e Jacopa e da loro  nascera' una figlia.
Alla morte della adorata moglie  Carlo  perse una parte di se', ma nonostante questo  ebbe ancora due figlioli: Ladysavannah  e Trottolo64

Coccodema
la Signora arcivescovo


Coccodema la cui mamma lascia una pergamena con scritto
"Bimba mia ricordati sempre che anche se non hai conosciuto tuo padre, quest'ultimo era un uomo nobile d'animo che veniva dalla terra del mare"
Quella terra era Chiavari, ma li nella piccola San Miniato in terra Fiorentina nasceva il nuovo ramo del casato. Sara' compito di Coccodema in seguito trovare i parenti sparsi nella nuova terra.

Questo era tutto ciò che ricordava dei suoi genitori.... finchè un giorno ritrovò un vecchio baule pieno di polvere che conteneva decine di lettere indirizzate a sua madre e provenienti dalla Repubblica di Genova. Tutte riportavano uno stemma ed erano firmate semplicemente C.

Un giorno passavano dalla cittadina di San Miniato alcuni mercanti provenienti da Chiavari che portavano insegne identiche allo stemma che aveva trovato sulle lettere.

Armata di coraggio si avvicinò a loro e gli mostrò quelle lettere.... Quegli sconosciuti alla vista dello stemma la abbracciarono immediatamente e accolsero con gioia nella loro scapestrata famiglia quella cugina abbandonata.

Quel giorno finalmente una nuova vita attendeva la giovane, era nata Cristina Cocca De' Giustiniani

La vita a volte è strana ... la famiglia è per sempre, ma delle volte si è costretti ad abbandonarla per evitare una sofferenza eccessiva.
Adesso Cristina Cocca aveva scoperto che quella che per lei era una famiglia si stava trasformando in un gruppo di sconosciuti.
A malincuore abbandonò le stanze del Castello familiare e col cuore infranto decise di non usare più quel cognome che non le era mai appartenuto fino in fondo.

I giorni passavano rapidi, tante persone erano entrate a far parte della sua vita... La maggior parte non aveva lasciato segni, ma alcuni avevano segnato profondamente la sua anima. Quei segni parlavano di amore, di passione e di rabbia, ma nessuno era di odio...
Da un amore che avrebbe dovuto condurla a nozze certe era nato Don Pio, il cui padre , Disarmonia, non era riuscito a condurre la sua amata all'altare poiche' caduto in guerra
E Cristina si  ritrova di nuovo a casa, coi Giustiniani e col piccolo Don Pio, nato dall'amore  con Disarmonia, e si divede tra i Pucci  e questi ultimi.

Intraprende la vita politica si sposa con Massimo Valerio Stibbert detto Tormax, dal quale ha dei figlioli:
Simon Giulio , Aurora Sophia e Frida tutti morti purtroppo.
Ed anche un quarto figlio Heart Bomb ripudiato.
A questa unione manca qualcosa...e lei la cerca nella vita dei partiti e delle lotte e si butta a capo fitto in questa passione, fino a diventare Signora di Firenze....ma non ha fatto i conti con la sua anima.
Un'anima che pian piano supera la donna e si avvia lentamente e con consapevolezza tra le braccia dell'Altissimo.
Cristina prendera' i voti e dedichera' al prossimo la  sua vita.
Coccodema ritrova Ladysavannah, sua sorella, che pero' muore giovanissima. E sara' Tacuma a celebrare quel funerale doloroso  per una cugina appena ritrovata e gia' persa.
E poi nasce don_pio
dall'incontro con Disarmonia...

Ma le sorprese fan parte della vita e della famiglia Giustiniani.
Cocca ha un figlio...un giustiniani Pucci, concepito come , dove e soprattutto quando e con chi resta un mistero,
Fatto sta che anche Ilario_brando entra alla palmaria...
E quando la palmaria resto' vuota  per  un periodo...Coccodema , sola con  una levatrice , diede alla  luce  una bimba.
Bella come  una stella...la vita intreccio' per lei una trama cosi'  strana che , rapita dal padre, di cui ancora  oggi non sappiamo il nome, si  ricongiungera' per  uno strano caso  alla famiglia.

Trottolo64
Il prete che ha attraversato l'inferno



Nato in Pisa, Repubblica Marinara, tanto gloriosa quanto sfortunata; i suoi erano persone  semplici, quel Carlo Giustiniani e la sua nuova compagna di vita,  gran lavoratori, di buon cuore ma di scarso ingegno, sempre solleciti verso chi era più sfortunato di loro. Lavoravano la terra e quel poco che riuscivano a strappare ai sassi lo dividevano con i pitocchi e mendicanti, che in città non sono mai mancati. Quel poco che restava lo vendevano al mercato. Il padre Carlo nei giorni piovosi si prestava ad ogni lavoro di fatica, la madre la sera faceva la sguattera in una taverna. Con i pochi ducati che guadagnavano lo hanno fatto studiare dai benedettini.  Era bravo Trottolo, studiava volentieri, e i monaci speravano che restasse con loro: qui hai un avvenire, fuori non sei nessuno,  dicevano.
E lui  sognava un grande futuro, voleva restaurare i fasti della sua città, risollevare la sua famiglia, che, si diceva, secoli addietro aveva dato i natali a uomini potenti, grandi armatori di navi, grandi soldati, e costruttori, perfino abati e vescovi.  Poi con la Repubblica era tutto sfumato, e loro erano ad un passo dal dover chiedere quella elemosina che ancora a fatica riuscivano a fare. Poi la tragedia: la taverna dove lavorava la madre prese fuoco, Carlo corse per aiutare e Trottolo  dietro a lui. Entrò in quell'inferno per salvare la mamma che era rimasta intrappolata nelle cucine. Di loro non rimase che un po' di carbone. Era ormai un orfano di 17 anni, con pochi stracci e una sacca piena di miseria e di fame. Scappo' da quella città triste. Viaggio' per mare e per terra, facendo di tutto. Commise tanti  peccati,  per fame rubo', anche nelle chiese, e per questo fu scomunicato, uccise per difendersi, fu  anche in carcere per aver preso le difese di un poveraccio soverchiato da un signorotto prepotente.

Divenne un uomo, a spese dei suoi  sogni e delle sue speranze.
Uscito di prigione per l'intercessione dei buoni benedettini che si ricordavano di lui,  ebbe il perdono della Chiesa e di Dio, gli misero in tasca un po' di soldi e un pezzo di pane e gli dissero che a Volterra c'erano persone buone, che potevano dargli un lavoro.
Col tempo  si stabilizzo' e da un incontro col cugino Tacuma , che all'epoca viveva a Pisa, apri' il cuore   al Signore.
Oggi trottolo guida la parrocchia di Volterra....

Don_Pio
Il Giustiniani venuto da lontano


Era giunto  piccolo tra le braccia di una madre sola e disperata.
Egli stesso, quando racconta la sua vita non sa bene se sia leggenda o storia vissuta...ma di certo qualcosa di vero c'e', quantomeno il  lungo viaggio verso la palmaria

Figlio di Cristina Cocca de' Giustiniani Pucci e Disarmonia caduto in guerra. Almeno la mia Mamma mi ha raccontato cosi, che mio padre era un grande Generale Romano.
Poveretto non ha mai saputo dell’esistenza di suo figlio.
La mia Mamma, dopo la mia nascita, parti' per la residenza Giustiniani di Spezia, con me in fasce.
Sono stato accolto con molto calore dai Familiari e cresciuto con un carattere buono e giusto. Ho vissuto sempre nella Palmaria dove ho ricevuto fin dall' infanzia insegnamenti sulle Lingue e in molti ambiti della chiesa. Specialmente a leggere i libri della virtù. Appena adolescente partii per la scozia per un studio. Più tardi entrai a fare parte della politica scozzese e fui scelto come Duca della scozia per molti mesi.
Mi fu concesso dalla Corona il titolo di Duca di Caithness che ancora oggi porto con me come ricordo. Conobbi proprio li , in scozia, la mia amata Maria Stewart principessa della Scozia che divenne mia moglie. Con lei ho avuto 4 Figli, 3 morti dopo pochi anni di Vita. La mia cara Maria mori' dopo la nascita dei gemelli. Mi manchi tantissimo Maria.


Pero' ci porta in casa il figlioloBeowolf_dracul  che vive oggi ancora fuori  del regno
...e cosi'  i Giustiniani impararono a parlare inglese....

e subito dopo veniamo a sapere che il gioovane pio e la moglie Maria Stewart avevano avuto altri figlioli.
M.azzurraallevata dai monaci,  ebbe  un'educazione strettamente religiosa, ma imparo'  a fare un po' di tutto, ed e' oggi un oblato cistercense; Lady_eny che ha iniziato a vivere la politica, ma come lei stessa dice.....e vorrei aspirare al titolo di baronessa non sacerdotessa e poi un altro maschioJak92
che vive a  Mantua, distrutto da famiglie che lo sfruttavano e non lo comprendevano, si uni', senza matrimonio, ad una Garibaldi , successivamente defunta,  ed  ha 4 figlie splendide, due delle quali con caparbia e fiducia hanno raggiunto la loro famiglia paterna.
Parliamo di  Mel  e kahlan_

Lady_Eny e Jak92 saranno espulsi dal casato per gravi atteggiamenti verso la famiglia.
E il lutto colpisce ancora la casata.
Pio si ammala gravemente  e  muore alla  palmaria nel 1462 circondato dai suoi affetti. I suoi cari lo potranno accompagnare nell'ultimo viaggio

M.azzurra
il diacono guerriero

e Nicmaril giovane Giustiniani adottato

Azzurra la figliola di Pio si innamora di  quel giovane cugino adottato da Mareaestiva.
Nicmar, che la ricambia e le chiede di  sposarlo, la conduce all'altare nel febbraio del 1461.
Il loro primo atto da giovani sposi e'  quello di adottare Alberth, con somma gioia del capofamiglia che aveva l'onore di conoscerlo e lo aveva apprezzato nel tempo.
Egli e' un giovane capace e toccato dal Signore.
Ma la meraviglia e' sapere che  da questa unione nasce  un  figliolo Caligola.
Quando?  E, soprattutto, come?
Dopo la morte di Caligola Azzurra, disperata  avvisa la famiglia della nascita  di Tatara. Era accaduto  tempo prima...ma ella aveva taciuto a tutti....

Caligola.
il figliolo fuggiasco


Il piccolo Caligola a  5 anni fu lasciato dai genitori Nicmar e Azzurra in un monastero nella città di Massa.I genitori furono costretti a prendere queste decisione in quanto era sopraggiunta una guerra e dovevano partire per essa.La loro decisione fu dolorosa ma saggia non potevano rischiare la vita del piccolo e preferirono lasciarlo in monastero in modo da poter crescere in maniera sana e equilibrata con sani principi.Quando finì la guerra anni dopo ritornano al Monastero scoprirono che il loro bambino era scappato ,il dolore fu forte .Per anni lo cercarono invano fin quando un bel giorno Azzurra nominata generale dell�esercito di Massa riconosce suo figlio tra la fila dei soldati del suo reggimento.
Fuggiasco fu...spari' in una calda estate del 1461...torno' malato e spiro' poco dopo.

Tatara
il piccolo che  porta aria  nuova


E' piccolo Tatara quando   si  avvicina alla Casata e  lo fa  in tristi circostanze, durante  il funerale del  fratello Caligola.
"nato in una casetta abbandonata in gran segreto , lui non sarebbe mai dovuto nascere, separato alla nascita dai suoi genitori, il cui unico ricordo di loro era un ciondolo con inciso un emblema, venne cresciuto in un convento senza alcuna forma d'amore. "....questo dai suoi ricordi ed  ora dai ricordi di Azzurra sappiamo come ella accolse  il suo ritrovamento..."“E' tornato a casa, Dio ci ha restituito il figlio che avevamo perso per mano dei briganti.”


Stella
una piccola luce nella vita di Coccodema


"E quando la palmaria resto' vuota  per  un periodo...Coccodema , sola con  una levatrice , diede alla  luce  una bimba.
Bella come  una stella...la vita intreccio' per lei una trama cosi'  strana che , rapita dal padre, di cui ancora  oggi non sappiamo il nome, si  ricongiungera' per  uno strano caso  alla famiglia."
Sella viene rapita da quel padre sonosiuto e  portata lontano...
"La carrozza  lo attenseva,  era enorme e sei  cavalli  neri  avrebbero impiegato poco  tempo a portarlo lontano.
Superarono citta', nodi, ducati e dopo un viaggio estenuante, da fuggiaschi, raggiunsero la casetta tra  i boschi, proprio poco  fuori Padova.
Scese veloce e busso'.
Guardo' la donna che gli apri'
Era  un'altra  notte. Una notte di  primavera di qualche giorno dopo.
Il cielo era pieno di  stelle. Alzo' gli occhi La mia  piccola stella mormoro' alla donna  immobile davanti a  lui
Ecco.
Vi prego abbiatene cura
e scappo' via da ladro."

Ma l'amore di un madre supera le distanze e la  paura. Cocodema la ritrova.
Oggi Stella vive a Padova col marito Capitan..magny

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Re: La storia della casata dai suoi albori ad oggi

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