Le stanze, i giardini, il molo, la chiesa.....

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Le stanze, i giardini, il molo, la chiesa.....

Messaggio  Tacuma il Ven Ott 03, 2014 12:24 pm

Le stanze, i giardini, il molo, la chiesa.....

Vita alla palmaria


Al viandante che passa in quell'angolo di terra restano impressi i colori, il suono della risacca e i profumi di san Terenzo
Un borgo di pescatori e marinai, dedito anche ai traffici del vino e dell'olio
San Terenzo ha una passeggiata a ponente, sotto le balze rocciose e la passeggiata "da residenza a castello" collegava i due paesi di Lerici e San Terenzo.

E avanzando si arriva alla proprieta' Giustiniani.
Il muro alto di mattoni che circonda la 'casa' impedisce la vista della residenza , ma il faro, per chi osa , e' un ottimo alleato .
E poi il cancello di ferro battuto , enorme e pesante...se ti avvicini e lo apri ti ritrovi in un mondo diverso.
I suoni della risacca, delle fronde, della natura come d'incanto tacciono e senti solo bisbigli, risate, urli e litigi....la Palmaria...terra di gente pazza, senza freni e poche regole.


Scriveva una cara amica, Giulia Borgia, detta Tembleve


"È bellissima La palmaria. Attorniata dall'acqua. Difende Lerici quando il mare è arrabbiato, quando i venti soffiano imponenti. Su quel cumulo di terra sorge la residenza Gustiniani.
Luogo di passioni. Il paesaggio le mostra tutte. Terra brulla in alcuni punti, salite tra i pini e poi l'acqua. Il golfo, calmo da un lato. E il mare, con il suo profumo di libertà.
Il vociare continuo che regna nelle sale del palazzo è in piena contraddizione con ciò che c'è fuori. Quiete e natura. La dolcezza e la forza.
Mai luogo fu più adatto ad ospitare una famiglia come i Giustiniani.
In punta a quella specie di isolotto c'è un faro. È la luce che indica l'ingresso nel grande e sicuro porto . Quante ne ha viste quel faro... dai giochi di bimbi, alle avventure degli amanti, alle lacrime sofferte di dame e cavalieri.
Poi la collinetta declina verso la spiaggia e la vegetazione diventa "secca": sembra d'essere in oriente, quasi.
Conoscevo La palmaria già prima d'essere fidanzata di Cola Monforte. Da piccola era meta di gite. Mai però mi potei avvicinare alle mura del castello. La mia famiglia, i Borgia, me lo impedivano. Al tempo non correva buon sangue tra i nostri casati. Stupidaggini umane che limitano la conoscenza e alimentano l'ignoranza.
Una volta, da ragazzina - avrò avuto 15 anni -, mentre i parenti vari non guardavano, scappai dalla spiaggia e corsi su al faro. Il profumo di quel luogo mi rapiva. Camminavo tra gli alberi. Giunta in punta la meraviglia si svelò ai miei occhi: mare, lago, alberi, cielo, e il vento che quasi mi prendeva in braccio.
Sentii una voce lontana e mi girai.
Dall'alto si vedeva l'ampio cortile della residenza Giustiniani. «Cola, Cola!» diceva la voce, che proveniva da una stanza. Ai miei occhi si presentò un'altra meraviglia: un giovane biondo, di bellissimo aspetto. Mostrava pochi anni più di me. Di corsa attraversò il cortile, con un gran sorriso.
In quel momento mi innamorai per la prima volta.
E La palmaria mi restò nel cuore."




E poi la casa.
Una costruzione semplice, in mattoni, fin quasi troppo austera....


ma provate ad entrare, superate il massiccio portone di legno...
.


L'interno....

Varcato il massiccio portone di legno sarete investiti dal profumo "casa".
Il piccolo vestibolo, per accogliere i visitatori, si apre verso la scala di pietra...gradini levigati dal tempo, che hanno visto salire e scendere piedini cresciuti in armonia e con amore.
e in alto il ballatoio che vi conduce alla vita della palmaria...



La biblioteca, dove la famiglia spesso si raduna , anche prima di cena perdendosi in chiacchiere e bevendo liquori artigianali...il claretus, La cui ricetta prevede che si usi vino rosso di ottima qualità nel quale si mettono in infusione semi di anice stellato, cannella, chiodi di garofano, vaniglia e noce moscata con lo zucchero e miele o il moretus ottenuto Lasciando in infusione per 40 giorni le more mature in ottimo vino bianco passito...era d'obbligo questo specifico...qua si parla di delizie divine....


il saloncino delle prime colazioni...ma raramente usato, se non quando ci sono ospiti, la famiglia altrimenti ama riunirsi nell' enorme cucina dal tavolo di pietra


e il salone dove si consumano i pasti... le chiacchiere, i litigi e le baruffe....


e il salotto dove poi si festeggia sempre la ritrovata serenità


ed ora le noti dolenti...le stanze da letto.
Camere e camerette con il grande pregio di vedere, sentire
ma non poter parlare.....

ed infine, poiche' siamo pochi, la stanza per gli ospiti importanti...in genere i futuri mariti, che poi ovviamente la lasceranno


Dicono che in oriente ci siano molti artigiani che lavorano il giunco, e presto, appena le vie marittime italiche lo consentiranno salperemo per riportare indietro mobili. Sicuramente risparmieremo per arredare la palmaria, visto che i suoi abitanti crescono a dismisura....

Tornando verso il ballatoio si incontra una scala in pietra e legno, sempre piena di luce del sole, nelle giornate primaverili ed estive


che conduce all'immensa cucina. il fuoco la' e' sempre acceso, scalda in inverno certamente, ma e' in ogni stagione il simbolo della casa, arde in attesa delle chiacchiere, delle liti della vita che ogni mattina ricomincia alla palmaria.
E in un angolo, seduta spesso accanto al fuoco, potrete trovare la vecchia fantesca della famiglia, Colomba, colei che porta nei suoi ricordi i segreti piu' oscuri di tutta la famiglia, la confidente dei giovani cuori innamorati, la ricamatrice di corredi. Colomba ama i suoi Giustiniani con lo stesso amore col quale ama il maggiordomo Isidoro....
La cucina: il cuore della nostra casa


e dalla cucina si accede ad un grande cortile, racchiuso dalle mura della stessa casa. La ancora risuonano gli schiamazzi e le corse dei piccoli Giustiniani...e in inverno la fontana si ghiaccia.......


Ed e' in questo cortile che si aprono altri mondi ai Giustiniani e al visitatore curioso.

Sulla destra un cancelletto , piccolo e ormai inutilizzato da anni ed anni.
Oltre quella grata, le segrete della residenza...buie , umide e fredde celle dove chissà quali crimini si sono consumati nel passato.




Ma c'e' anche un portoncino di massiccio legno , oltre il quale si apre il paradiso piu' solare a chiunque lo oltrepassi.
La' illuminate dalle tremule candele si aprono le cantine Giustiniani, dove riposano vini pregiati , orgoglio e vanto della famiglia.
Le cantine sono meta di molti membri del casato...forse troppi....e forse troppo spesso...E così scendendo si arriva alle cantine...



Dalle cantine si accede alla casa senza necessariamente dover passare dal cortiletto, tramite una scala di pietra


...e si giunge all'interno del tinello che precede la cucina



Volevamo, per un senso di pudore tralasciare i bagni, ma poiche' come abbiamo detto e dimostrato piu' volte, il pudore non e' di questa casa.....


...ma sappiamo regalarci anche momenti di riposo nel lusso...soprattutto le donne Giustiniani amano trascorrere ore qua....



Provate infine ad affacciarvi da una delle finestrelle delle torri merlate...l'occhio si perde, salta i prati , gli alberi e corre su quel golfo che nelle notti d'estate porta l'odore della salsedine nella casa.....
La palmaria e' quel paradiso, dove vive il cuore di ogni Giustiniani...



L' esterno...

Il giardino, che si estende ricco di colori lungo il lago e la casa, e' anch'esso fonte di ricordi per ogni Giustiniani...e non solo.

La piccola Tembleve Borgia spiava i ragazzi Giustiniani dal faro, udiva i loro schiamazzi... e intanto sognava della palmaria e dei suoi abitanti.

Angoli incantanti e significativi per ogni abitante della casa...
Il salice sulle acque, l'angolo dove molti si siedono nelle albe fresche o nei tramonti estivi, per sognare i propri amori, ricordare i cari lontani o scomparsi, o semplicemente alzare le proprie preghiere al Signore


Il forno in pietra dove il vecchio Parrelallo adorava passare le serate miti a cucinare per tutti...l'aria profumava di carne, il fumo avvertiva tutti che quella sera si sarebbe mangiato all'aperto...anche in piedi, poco importava, purchè si potesse stare insieme, parlarsi, accapigliarsi talora, ma sempre insieme .


Insieme sereni e felici, soprattutto quando il risultato era questo


Il pozzo, l'unico posto della casa odiato dalle mamme, per quanto amato dai piccoli, curiosi e incuriositi dal buio che credevano infinito la sotto...dove tiravano sassolini per ascoltarne il tonfo nell'acqua....dovremmo deciderci a chiuderlo


Il cancello sul retro....poiche' capita che qualcuno giunga via lago alla casa.....


Ad est della casa, immerse tra le palme e i prati verdi, toccate dal vento caldo che arriva dal sud troviamo le stalle....
L’ingresso delle stalle è costituito da una porta sufficiente per il passaggio di un solo cavallo alla volta dei cavalli che vi potevano essere ricoverati.
Nella stagione calda la porta può essere tenuta aperta ed il libero passaggio dei cavalli viene bloccato da un paletto infilato fra due anelli murati ai lati.


E poi la piccola cappella di mattoni. E come sempre siamo anomali, la cappella non e' annessa alla casa come dovrebbe essere di regola.
La si incontra invece nei giardini della casa, in quella parte lontana dal chiasso , lungo un prato la cui erba verde spicca in primavera e che la neve copre nella stagione invernale.
La cappella dedicata a Santa Raffaella Arcangelo


e da essa si accede alla cripta, con i sarcofaghi dei nostri cari e le stele commemorative per coloro ai quali non abbiamo avuto possibilità di celebrare un funerale aristotelico, ma che sappiamo morti


Fuori , ad un lato della cappella, e ad oltre cento passi da essa, si accede attraverso un cancelletto al cimitero sconsacrato di famiglia.
Questo si adagia lungo il golfo, ed e' l'angolo silenzioso della residenza dove parla solo la memoria.
Fermarsi qui, immersi dai ricordi e' come ritrovare i nostri cari, quelli ahinoi, non battezzati, ascoltarli ridere e parlare, averli accanto, guide delle nostre anime e fari per il nostro cammino.


Non lontano dal cimitero dei non battezzati una piccola costruzione in mattoni chiari porta alle celle....


Eccola, questa e' La palmaria, quella terra di gente pazza, senza freni e poche regole.
Quella terra, pero', pronta ad ospitarvi ed accogliervi con un sorriso.
Sempre.
Chiunque voi siate



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