Cella di Tacuma

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Cella di Tacuma

Messaggio  m.azzurra il Sab Mar 11, 2017 3:50 am


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Il suo diario

Messaggio  m.azzurra il Dom Ago 06, 2017 9:15 pm

Parroco di Padova
Arcivescovo (Patriarcato di Aquileia)
Vescovo (Diocesi di Verona)
Vescovo (Diocesi di Padova)

Cardinale Nazionale Elettore
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ex Primate Imperiale
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ex arcivescovo di Genova
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Dignitario dell'ordine di San Domenico
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ex Arcivescovo di Pisa
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ex Sottosegretario apostolico
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ex Tutor di Spezia per vocazione
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Cappellano di vari ordini e cappelle
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Crociato nel cuore
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Nominato dall'imperatore Raboude I conte di Montferrat 26 Marzo 1460, cambiato poi in contea di Toggenburg e contea revovcata da Elias...ma un prete fa sempre il proprio dovere, consapevole di ogni suo gesto!
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Primate delle Venezie
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In un'alba fredda e silenziosa decise che quella sarebbe stata l'ultima alba delle sue umiliazioni e la prima della sua rinascita. Era finito il tempo della ricerca di se stesso, della crescita dolorosa, ed iniziava il tempo della vita. E in una fresca mattina di giugno si ritrovo' a Spezia, punto di partenza del suo nuovo cammino. Le cose finalmente iniziavano a cambiare...
In un brumoso mattino di luglio inizio' a mietere il "suo" mais nel "suo" campo. Il caldo soffocante di agosto, frammisto all'odore salmastro del lago, lo trovò ad accudire le"sue" mucche. Le ventose giornate di settembre lo videro finalmente indossare abiti dignitosi, del colore delle sue spighe di grano.
Gli stracci e le poche cose con le quali era giunto a Spezia furono riposti amorevolmente in un angolino della sua casa e del suo cuore.
Forse la vitra iniziava a donargli un pezzetto di se stessa.

....................e poi mi ritrovo a scrutare il mare.
Quel mare che in un mattino di giugno mi ha portato qua.
Quel mare che mi incanta e mi attrae coi suoni della sua risacca.
Quel mare che inevitabilmente mi portera' lontano da qui.

Il destino allora inizio' ad intrecciare i fili di un ordito diverso da ogni aspettativa...
e in una notte di baldoria e risate in taverna, con gli amici di sempre, Parrelallo pronuncio' un nome: "Giustiniani"
La sua testa inizio' a martellare e come in una danza vorticosa immagini dal passato emersero sfocate.
Senza salutare gli amici corse a casa, rovisto' tra gli stracci che indossava al suo arrivo a Spezia. Ansimava, le mani tremavano, gli occhi guizzavano come saette tra i pochi ed umili oggetti di una vita....
Finche' il metallo freddo del medaglione si materializzo' sotto le sue dita.
Eccolo...lo scruto' accanto alla debole luce del camino...l'aquila dalle larghe ali...il castello dalle torri merlate.....l'incisione ormai scolorita dal tempo....Giustiniani.....il medaglione datogli dalla vecchia nutrice morente, il medaglione che una madre sconosciuta consegno' alla donna che lo avrebbe allevato con amore fino alla morte.....
Incredulo continuava a toccarlo, a far scorrere il pollice sulla superficie......poi lentamente inizio' a sorridere e dal sorriso sgorgo' una risata forte e piena di vita:
aveva trovato la sua famiglia.

............e poi mi ritrovo a scrutare il mare.
Quel mare che in un mattino di giugno mi ha portato qua.
Quel mare che mi incanta e mi attrae coi suoni della sua risacca.
Quel mare che inevitabilmente mi portera' lontano da qui.

Alle mie spalle il chiacchiericcio dei miei fratelli. Mi volto e mi avvio verso di loro. Il mio mare puo' attendere ancora.
Non sono mai stato cosi' sereno......

NOTTE DEL 29 GENNAIO 1457 - le Colonie-

...e come sempre nel suo destino la serenita'fu passeggera.
Una sera di mare grosso ricomincio' il richiamo.
Arrivo' nuovamente l'occasione sempre rincorsa di ricominciare una vita, come sempre aveva fatto. Ma questa volta una vita senza stracci e miserie, ricominciare non da zero.
E furono giorni bui di tormento e angosce, chiuso in casa, la finestra serrata....il mare non doveva sussurrare ne' invitare...
E una notte sogno': sogno' Marea che girava per la casa, sogno' Cola che si vestiva per andare in caserma,Parre e Moreee che dicutevano come sempre, Taty che tentava di calmarli. Sogno' i suoi crociati e i momenti con loro...

Il risveglio fu in una giornata limpida e animata di suoni. Corse a guardare il mare: era calmo, piatto, immobile quasi come un lago... non chiamava ne' incantava piu' coi suoni della sua risacca.

...................e poi mi ritrovo a pensare a loro, agli affetti che ho creato qua.

Coelum non animum mutant qui trans mare currunt

SERA DEL 25 FEBBRAIO 1457 -La Ricomposizione-

E al fine riusci' ad inserire quel tassello mancante tra il suo essere uomo terreno, fiero ed indomito, a tratti indisponente ma sempre leale, e il suo essere e sentirsi anima. Quell'anima che nel lungo e travagliato viaggio della vita raramente si imponeva, ma che per sua fortuna lo sorvegliava e lo moderava.
E una sera di febbraio ecco che la sua anima riusci' a mostrargli se stesso nel vero e pieno significato del suo essere.
"Basta indugi" e capi' subito di aver trovato il quid mancante tra i vari pezzetti che con fatica ed amore aveva unito pian piano.
Fu nella sera del 25 febbraio 1457 , passeggiando in una Spezia deserta ed infreddolita con S E Segalello, quando comprese che la sua strada era stata segnata, l'incontro non casuale con don Cesarino Segalello era stato la luce che tale strada aveva illuminato.
Lo ascoltava parlare mentre lo spirito tornava a nuova vita dopo anni di silenziosi travagli e le sue parole lentamente indicavano il suo sentiero allorche' lo aiutava nella strada verso il Signore "...Dio è tutto, dio sa tutto, è onnisciente ed onnipresente dio è ovunque.
Sposta una foglia e li Lo troverai, guarda verso il cielo e ti apparirà".

......................e poi mi ritrovo a scrutare la mia vita, i miei campi, i miei amati, il mio Dio che in ogniddove ritrovo, col quale spesso parlo, seduto qui, in questo angolo solitario di Spezia, davanti al mio mare. E so che Lui, il mio Dio, e' anche quel mare.

Credo ut intelligam, non intelligo ut credam.

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