Vita di Santa Raffaella Arcangelo

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Vita di Santa Raffaella Arcangelo

Messaggio  Tacuma il Sab Mar 03, 2012 9:27 am

Dubbi

Una vecchia era in cammino dal tramonto del sole. Faceva molta fatica a muoversi. Da tre mesi sentiva che le sue forze si esaurivano, che le gambe poco a poco la abbandonavano, ma nonostante tutto camminava, camminava tutto il tempo e si fermava solo per dormire e riprendere le forze. Sapeva chi doveva trovare. Un uomo che abitava in una casetta, un uomo ricercato e guercio che si era dato da solo il nome di aborto. La notte era ormai scesa, e quella cosa ambulante aveva paura, non sapeva dove dormire e quella strada che non conosceva non le diceva nulla di buono.
Continuava a camminare, più svelta, si affrettava ora, doveva arrivare, non ce la faceva più ma ne andava della sua vita. Se moriva, tutto era finito. Certo, i suoi genitori le avrebbero detto che sarebbe vissuta dopo la morte. Che Dio era lì apposta per salvarla. Ma era impossibile: se fosse esistito Dio, lei non avrebbe subito tutte quelle disgrazie e la vita non esisterebbe. Perché separarsi per ritornare da Lui dopo la morte? Questa storia non stava davvero in piedi. E sarebbe successo a lei se non fosse arrivata al più presto. La storia di un Dio cominciò a stuzzicarla. Ora cominciava a farsi prendere dal panico. Quasi correva. Tanto, per lo sforzo che ci metteva, era come se lo facesse. Non era più sostenibile e d’un tratto si voltò e, di fronte a ciò che credeva il vuoto, urlò.

“Se davvero esisti, fatti vedere. Non nasconderti, se non sei capace di amare coloro che hai creato, se non sei capace di mantenere i tuoi impegni o se fai soffrire questo mondo a tuo piacimento. Fatti vedere!”

Il tuono imperversava già nella mente di quella povera donna e già ella aspettava quel Dio di cui aveva tanto sentito parlare ma che mai aveva visto.
Questa era la cosa più strana: lei che non credeva in nulla era convinta che avrebbe avuto una risposta, certo, una risposta, ne avrebbe avuta una, ma ben lontana da quella che si aspettava. Benché forse, in fondo al cuore, una parte recondita le urlasse la verità.

***
Rivelazione

Al posto delle correnti mortali che si era immaginata, sorse una candida luce, ed era impossibile sapere da dove venisse. Si poteva credere che le tenebre stesse brillassero.

Una voce si fece sentire; anch’essa proveniva da ogni luogo e da nessuno allo stesso tempo, era rassicurante e sembrava venire dalla notte dei tempi.

“Raffaella, Raffaella,
Perché gridi?
Le tue grida spargono l’eco nelle montagne e turbano il corso dei fiumi. Pietrificano di paura i piccoli di questo mondo e fanno combattere i più saggi.”


La vecchia non seppe cosa rispondere. Fu estremamente toccata da quello che aveva appena sentito. Sentire la voce di Dio era già di per sé straordinario, ma che quest’ultimo la chiamasse per nome lo era ancora di più. Da quanto tempo non era stata chiamata per nome? Non era mai stata chiamata per nome, mai più dopo che suo padre se ne era andato. I soprannomi avevano finito per prendere il suo posto. Raffaella, il cui cuore cominciava ad aprirsi di nuovo, era ancora scettica, ma la fiamma di odio nei suoi occhi non si era ancora spenta.

Quello che all’inizio aveva preso per un atto d’amore si tramutò, sotto l’influsso della collera, in affronto. Siccome la sua anima non era pronta a ricevere un amore puro, le era impossibile ricevere l’amore più forte che potesse esistere; ma l’onnipotenza di Dio e la conoscenza che aveva di sua figlia cominciavano la loro opera.

“Come osi chiamarmi per nome, o Tu, Dio, dalla mente benevola e dalla mano malvagia?”
“Un padre non chiama forse i suoi figli per nome?”
“Sì, ma un padre si preoccupa per i suoi figli, li accudisce e li ama.”

“Non è quello che faccio?”
Dicendo queste parole, Dio mostrò la terra.

“Raffaella,
Ecco il tracciato della tua vita.
Quelle tracce sono i tuoi passi.”

“Se quelle tracce sono i miei passi, a chi appartengono le tracce che proseguono a fianco?”
“Sono le mie, Raffaella, cammino al tuo fianco da quando sei venuta al mondo.”
“E nei momenti più difficili, ci sono solo due impronte. Perché non c’eri quando avevo bisogno di te?”
“C’ero, e se vedi solo due tracce è perché ti portavo in braccio, figlia mia.”

Il cuore di pietra, così difficile da convincere, divenne in quel momento cuore di carne. Raffaella capì chi aveva di fronte, suo padre, e, cadendo in ginocchio, gli chiese perdono.

“Trattieni le lacrime, Raffaella, questo momento è per la gioia, credevi male ma almeno restavi fedele alle tue idee. Ora che hai visto, la tua convinzione ti salverà e mostrerà a molti altri il cammino che ho tracciato per loro.”
“Padre, perché non ti sei mai mostrato, perché non mi hai mai detto che c’eri?”
“Te l’ho detto, figlia mia, ma le tue orecchie non volevano ascoltare, mi sono mostrato a te ma i tuoi occhi non volevano vedere, ti ho preso per mano ma non me l’hai stretta; allora mi sono rivelato al tuo cuore e tu hai creduto.
Ti ho lasciato scegliere poiché eri libera, non volevi accogliermi, non mi sono imposto.
Mi hai cercato e mi sono rivelato.
Molte domande si agitano ancora in te ma sii paziente, risponderò nel profondo del tuo cuore quando verrà il momento.
Vai, poiché ora sai che sono con te fino alla fine dei tempi.
Se cadi, ti rialzerò.”

***

Domande

A partire da quel momento, la luce si fuse col paesaggio e, anche se non era più così intensa, Raffaella la poteva vedere, e quella luce la guidava nella notte. Avrebbe potuto mostrarle il cammino, ma Raffaella lo conosceva; avrebbe potuto rischiarare le tenebre, ma Raffaella non ne aveva bisogno; invece, quella luce le mostrava il cammino interiore e scacciava tutte le tenebre.
Raffaella aveva lasciato Oanilonia qualche giorno prima e la persona che cercava abitava lontano, era una dei pochi ad aver lasciato la città quando questa viveva ancora lontana dai tormenti.
Mentre camminava, Raffaella non smetteva di ripensare al suo incontro con Dio; Egli si era comportato da padre nei suoi confronti, si era comportato come il suo vero padre che aveva lasciato la città di Oane, non si seppe mai perché, proprio lui che le aveva tanto dato, che l’aveva tanto amata, era completamente sparito. Questa era una fra le cose più toccanti. Dio amava ciascuno di noi, era così bello ma così difficile da credere. Perché la miseria? Perché l’infelicità? E perché dover morire prima di vederlo di nuovo? Se lo sapeva, la risposta alla sua ultima domanda le giunse come una verità indiscutibile: Dio ha lasciato gli uomini sulla terra perché abbiano la totale libertà. Dovevano scegliere tra seguire il Suo cammino o andare là dove Lui non era passato, là dove persino la più grande strada non si vedeva. Là dove Dio era assente, o meglio là dove ci si rifiutava di vederlo, perché Dio era ovunque. Benché onnipotente, Dio lasciava agli uomini il libero arbitrio.
Ma allora, se Dio lascia a ciascuno il libero arbitrio della propria vita, perché esso gioca a volte a scapito della libertà o della felicità degli altri? Perché la libertà di uno calpesta la libertà di un altro?

Continuava a camminare, doveva arrivare alla capanna. Era stanca, sempre di più, ma vi era in lei una così grande sete di Dio che fermarsi le sembrava una perdita di tempo. Finì per trovare il tugurio che faceva da casa a colui che cercava. Entrò, passando da quello che sembrava essere una porta e non vide nessuno, non vi era nulla a parte una pergamena.

Citazione:

Quando nasci, non scegli tuo fratello.
Chiunque egli sia, devi imparare a conviverci, a vivere per lui.
Se tuo fratello risplende d’amore per Dio, allora quest’amore non potrà fare altro che raggiungerti.
Se invece tuo fratello si scosta dall’amore divino, spetta a te farglielo vedere a costo della tua stessa vita.
Ma a che scopo dare la propria vita per qualcuno che non vuole vedere?
Se ci riesci, gli offri una possibilità di unirsi a Dio e agli angeli dopo la sua morte e per questo anche tu ti unirai a loro.
Se fallisci, sarai tu a unirti a loro.

Tuttavia, è anche detto, non insistere con tuo fratello se i suoi occhi non possono vedere, pensa e adoperati per il maggior numero di persone, poiché quelli per i quali ti sarai adoperato potranno anch’essi adoperarsi per altri.

Allora, è meglio dare la propria vita per tentare di salvarne uno che non vuole essere salvato o dare la propria vita per salvare una moltitudine la cui voglia di vedere è ardente?

Raffaella lesse e capì un’altra cosa. Ogni uomo era stato posto in una particolare situazione che poteva evolvere, non solo in ragione dei desideri di Dio o del male ispirato dalla creatura senza nome, ma in funzione del modo in cui ogni fratello e ogni sorella disponeva del proprio libero arbitrio e della propria libertà. Le azioni di ciascuno, se non erano riscattate su questa terra, sarebbero state riscattate quando Dio sarebbe venuto a prenderli.
L’evidente verità venne a trasfigurare Raffaella per amore divino. Si mise in ginocchio, in lacrime, e pregò.
Che il Signore, Dio dell’Universo, le dia la forza di servire umilmente e amorevolmente in ogni tempo e in ogni luogo.

Pregò per tutta la notte poi al mattino si alzò, piena di una nuova sicurezza.
Era fiduciosa, Dio era lì con lei, ed ella dimorava in Lui.
Un’aura benefattrice e amorevole brillava ora intorno a lei. Se gli occhi erano e restano incapaci di vederla, l’anima era capace di percepirla poiché l’anima seguiva l’amore, il dono più grande che Dio aveva fatto all’uomo.

***
L’inizio dei suoi atti come santa

Raffaella si avvicinava a Oanilonia e già il velo della discordia che pesava sulla città si faceva sentire. Infatti, la creatura senza nome aveva seminato il dubbio nei cuori perché gli uomini si scostassero dalla verità; il tutto prima di partire vigliaccamente, presentendo la reazione di Dio.
Sempre di più la popolazione si divideva in due gruppi, quelli che restavano fedeli a Dio e quelli che, credenti o no, si lasciavano penetrare dal dubbio.

Quanto erano deboli gli uomini, bastava loro sentire che Dio non esisteva per voltarGli le spalle. Era ancora più facile dire che Dio non li amava e che non vi era più speranza, così nessun peccato sembrava impedito da una valida ragione.
Raffaella vedeva questa debolezza, perciò si unì a un gruppetto di fratelli e sorelle e conservava in lei la speranza nonché la ferma convinzione che Dio li amava. Pregava perché ogni uomo vedesse in sé il cammino di Dio, perché ognuno vedesse che non camminava da solo.
La convinzione e la sicurezza di cui dava prova le permettevano di predicare ed ella poté convincere molte persone solo con la parola.

***
La Punizione

Fu allora che si abbatté la punizione divina. Cominciò col fulmine che si scatenava nell’alto del cielo poi cominciarono a piovere interi fiumi, gli uomini, uno a uno, vennero abbandonati dalla vita. Poi vennero le lingue di fuoco che si abbattevano su ogni uomo.
Gettando i più malvagi nelle fiamme eterne dell’astro notturno e promettendogli una nuova esistenza di sofferenza e tormenti.
Esse davano tuttavia una nuova vita a coloro che avevano creduto, innalzandoli il più vicino possibile alla gloria divina sull’astro che domina il giorno.
Raffaella fu elevata con altri sei al rango di arcangelo perché ispirassero per tutti i secoli dei secoli le sette virtù.

***
La sua Missione

Un giorno sulla terra,
Un uomo soffriva.
Amava Dio con tutto il cuore ma non aveva mai osato proclamare l’amore che provava per Lui a quelli che lo circondavano.
Intorno a lui, le persone imprecavano contro Dio e non smettevano di bestemmiare.
L’uomo non osava rispondere. Era cosciente del suo peccato ma non poteva agire, oppresso com’era dalla paura.
Una sera ritornò a casa e si gettò sul suo pagliericcio, in lacrime.
Confidò a Dio le difficoltà che aveva ad ammettere la sua fede davanti agli amici, e disse, piangendo ancora di più, che non vedeva l’ora di annunciarlo ma che aveva paura… Come poteva fare per trovare il coraggio di proclamare la sua fede?
Non poteva più restare fermo a quel punto, a conservare Dio per se stesso, doveva dirlo e urlarlo a tutto il mondo!
Allora Dio, sentendo suo figlio, inviò Raffaella dicendole queste parole:
“Vai Raffaella, ch’egli trionfi!”
quale una presenza che si percepisce ma che non si può vedere, Raffaella scese vicino all’uomo e lo accompagnò.
Il giorno dopo, quando andò a trovare i suoi amici, questi cominciarono a riferirsi a Dio con parole spregevoli; egli stava per non dir niente poi, sentendo quella forza invisibile vicino a lui, disse con tono fermo che non voleva si nominasse il suo Dio a sproposito. Aveva finito di stare zitto.
Dio era il suo Dio, era così, mai più si dovevano dire vergognose bestemmie se egli aveva modo di sentirle!
In quel momento, mentre i suoi amici gli rivolgevano uno sguardo di disprezzo, mentre rischiava di soccombere sotto il peso della paura, Raffaella lo alimentò col suo soffio e lo incitò.
Allora, continuò a parlare in modo calmo, ma le sue parole avevano la forza di un grido. “Dio ci ama, non avete alcun diritto di parlare in questo modo di Lui!”
Allora, gli uomini che gli stavano intorno, non capendo queste parole e non lasciandogli nemmeno la libertà di pensarle, lo assalirono e gli squartarono le membra. Morì quel giorno, dopo atroci sofferenze, ma fiero di aver finalmente potuto onorare le sue convinzioni.
Raffaella allora prese l’anima di quel buon uomo e la presentò lei stessa all’Altissimo.

***
La Preghiera

Raffaella ispirava ai cuori puri che la pregavano la forza di mantenere le loro convinzioni e di agire di conseguenza, affinché gli uomini fossero in grado di volere il bene ma anche di praticarlo. Ma sebbene ispirasse la convinzione, era Dio a parlare attraverso la sua bocca.
Dopo che l’anima dell’uomo ispirato da Raffaella ebbe raggiunto il sole, gli assassini si guardarono l’un l’altro. Avevano appena ucciso il loro amico. Allora, il cadavere fu avvolto da una gigantesca fiamma, che sparì quasi subito. Il corpo era rimasto intatto, tranne che sul torso era scritta in lettere d’oro la seguente iscrizione:

Preghiera di Oscermino a Dio.
Invocazione di Santa Raffaella:

Citazione:

O Dio,
Te in Cui credo,
Te che guidi i miei passi,
Dammi la forza di professare la grandezza del Tuo Nome
Così come l’amore e l’adorazione che provo per Lui.
Inviami il Tuo arcangelo Raffaella, perché cammini al mio fianco,
perché non sia più solo davanti al nemico della mia fede e della mia convinzione.
Che i miei atti obbediscano al mio cuore e che anche la mia mano sinistra segua i comandi della destra.
Che il mio cuore abbia timore di Te.
E ch’io annunci il Tuo Santo Nome.
Dio, degnati di alzare la mano, Perché Raffaella discenda e mi venga in aiuto.
Così sia!


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